Filattiera e la Madonna Addolorata: “un voto antico ma non vecchio”

Lunedì 27 luglio si sono conclusi i solenni festeggiamenti che hanno visto la partecipazione del card. Fortunato Frezza e del card. Angelo Bagnasco. Custodire le proprie radici per non smarrire il futuro

La celebrazione in Piazza Castello a Filattiera presieduta dal Card. Bagnasco

Da 123 anni Filattiera affida il proprio cammino alla Madonna Addolorata, nota alla devozione popolare come “del Terremoto”. Anche quest’anno, nel giorno della festa, la comunità si è raccolta attorno alla Vergine per rinnovare il voto del 1903, che il trascorrere del tempo non ha consegnato soltanto alla memoria ma ha reso un’eredità viva di fede e di riconoscenza.
Le celebrazioni, curate dal parroco mons. Antonio Costantino Pietrocola, hanno avuto un particolare rilievo per la presenza di due cardinali.
La mattina di domenica 26 luglio il card. Fortunato Frezza – presente in diocesi in questi giorni nel ricordo del suo vescovo, il nostro conterraneo mons. Luigi Rosa (1883 – 1971) – ha presieduto l’Eucaristia nella Pieve di Sorano.

Il Card.
Il Card. Fortunato Frezza nella Pieve di Sorano domenica 26 luglio.

Nella festa dei santi Gioacchino e Anna ha richiamato il valore della sapienza cristiana, ricordando come la fede ricevuta nel Battesimo sia il tesoro più prezioso da custodire e come genitori e nonni siano “i primi testimoni” chiamati a trasmetterla alle nuove generazioni.
Il giorno del voto, il 27 luglio, il solenne pontificale celebrato in piazza Castello è stato presieduto dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova e già presidente dei vescovi italiani.

Il card. Bagnasco davanti all’immagine della Madonna Addolorata

Accanto a lui il nostro vescovo mons. Mario Vaccari, mons. Alberto Silvani vescovo emerito di Volterra, e diversi sacerdoti.
Nel corso della celebrazione la sindaca Annalisa Folloni ha rinnovato, a nome dell’intera comunità, l’offerta della cera votiva, gesto con il quale Filattiera continua a esprimere la propria gratitudine alla Vergine e l’affidamento del presente e del futuro del paese.
Nell’omelia il card. Bagnasco ha invitato anzitutto a guardare a Maria come alla Madre che accompagna i suoi figli con una presenza capace di “ricostruire noi stessi”. Una carezza materna che sostiene, rialza e aiuta a riprendere il cammino, perché “la sua è la forza di una Madre”, Madre di tutti i cristiani.

Il Card. Frezza con il parroco Mons. Antonio Costantino Pietrocola e alcuni ministranti nella Pieve di Sorano

Guardando all’immagine tanto cara alla comunità filattierese, il porporato ha definito il voto “antico ma non vecchio” perché continua ad essere contemporaneo e a parlare al cuore dell’uomo. Quel cuore, ha ricordato, è piccolo ma destinato all’infinito e nessun successo, conquista o benessere possono colmarlo pienamente.
Solo Dio può riempire quella “profonda inquietudine che abita l’uomo” e che, anziché essere una debolezza, diventa il segno della sua apertura verso l’eterno. Richiamando il titolo stesso della Madonna del Terremoto, l’arcivescovo emerito di Genova ha poi indicato i terremoti che scuotono oggi la vita delle persone e della società.
Anzitutto quello della non appartenenza che porta l’uomo a smarrire le proprie radici, la famiglia, la comunità e la fede. Poi quello dell’individualismo che illude di poter vivere senza legami ma finisce per rendere più soli e fragili. Infine quello del relativismo che considera tutto “equivalente” fino ad indebolire il senso della verità e dei valori.

L’offerta della cera da parte della Sindaca di Filattiera, Annalilsa Folloni

Di fronte a queste scosse profonde, il card. Bagnasco ha invitato a custodire la propria storia, a raccontarla ai figli e a trasmettere loro la fede perché “una comunità che dimentica le proprie radici rischia di smarrire anche il proprio futuro”. Ma lo sguardo del cardinale non si è fermato alle difficoltà del presente.
“Siamo di fronte a una nuova primavera della fede”, ha affermato, invitando a riconoscere i tanti germogli di bene che già fioriscono, spesso nel silenzio, nel cuore delle famiglie e dei giovani. Proprio ai giovani il cardinale ha rivolto un pensiero speciale perché, grazie ad un crescente amore “alimentato nel sottosuolo del bene”, possano comprendere quanto l’amore stesso sia simbolo di fatica.

Il Card. Bagnasco presiede il solenne pontificale in Piazza Castello

Questo perché, nonostante il loro sbandamento, possono ricevere il sostegno dagli adulti, portatori di un percorso che non deve rischiare “stanchezza e nausea” di un vuoto culturale ma ambire a comprendere la presenza del Signore Risorto che ci precede in quei luoghi dove abbiamo la grazia di raggiungerlo e dove lui è già arrivato, incoraggiati a camminare nella grazia di Dio.
Al termine della celebrazione, la processione con l’immagine della Madonna Addolorata ha attraversato le vie del borgo, accompagnando nella preghiera il gesto di affidamento vissuto nella liturgia.
La conclusione nuovamente in Piazza Castello, con il saluto del vescovo Mario, i ringraziamenti del parroco, il canto delle Litanie della Madonna e la benedizione del cardinale. Dopo 123 anni il voto di Filattiera continua così ad essere davvero “antico ma non vecchio”, frutto di una fede ricevuta dal passato, viva nel presente e capace ancora oggi di aprire un cammino di speranza per il futuro.

Fabio Venturini