Celebrata la Giornata mondiale dei nonni: custodire una storia, aprire un cammino

La festa di Sant’Anna e Gioacchino, genitori di Maria, come occasione per riflettere sul dialogo tra le generazioni

Domenica 26 luglio: Papa Leone XIV recita l’Angelus davanti ai fedeli accorsi a Castel Gandolfo (Foto Vatican Media/SIR)

C’è un tempo per seminare e un tempo per raccogliere. È un’immagine che appartiene alla tradizione contadina e richiama anche il periodo della mietitura che si concludeva in prossimità della festa di Sant’Anna, il 26 luglio. Un raccolto che non nasce mai da solo ma è il frutto di una cura iniziata molto tempo prima. È un’immagine che ben si lega ai santi Gioacchino ed Anna, genitori della Vergine Maria e dunque nonni di Gesù.
La loro figura richiama il valore di ogni passaggio tra generazioni: nessuno costruisce la propria storia da solo ma ciascuno riceve qualcosa da chi lo ha preceduto e, a sua volta, è chiamato a consegnare a chi verrà. Per questo la festa di Sant’Anna diventa oggi un’occasione per riflettere sul rapporto tra anziani e giovani. Gli anziani non sono semplicemente custodi del passato e i giovani non sono soltanto il volto del futuro: entrambi appartengono al presente e hanno qualcosa da offrire.
Gli anziani portano con sé la memoria delle esperienze vissute, la capacità di leggere la vita con uno sguardo più profondo, la sapienza maturata attraverso gioie e difficoltà.
I giovani portano energia, creatività, domande nuove e il desiderio di costruire ciò che ancora non esiste. Quando queste due ricchezze si incontrano, una comunità diventa più forte. Quando si separano, entrambe le generazioni rischiano di impoverirsi. Leone XIV, nel messaggio per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco, ha ricordato che ogni stagione della vita conserva una chiamata e una possibilità di dono.
La vecchiaia non è un tempo in cui smettere di essere protagonisti: anche chi ha più anni continua ad avere una missione attraverso la testimonianza, la preghiera, la vicinanza e la trasmissione della propria esperienza. È un messaggio particolarmente attuale in una società nella quale si vive più a lungo ma nella quale cresce anche il rischio della solitudine. Una comunità che lascia ai margini i propri anziani perde una parte della propria memoria e della propria identità.
Papa Francesco ha spesso insistito sulla necessità che giovani e anziani tornino a parlarsi, anche attraverso il confronto e qualche inevitabile differenza di vedute. Il problema non è avere idee diverse ma smettere di parlarsi. La “sapientia in senectute”, la sapienza della vecchiaia, è un dono da mettere in circolo.
E allo stesso modo anche gli anziani possono ricevere molto dai giovani: nuove forme di comunicazione, nuovi linguaggi, nuovi modi di guardare il mondo. Il futuro non nasce dalla sostituzione di una generazione con un’altra ma dalla loro collaborazione.
La festa dei santi Gioacchino ed Anna ci ricorda allora che nessuna generazione può fare a meno dell’altra. Ascoltare gli anziani significa custodire una storia, coinvolgere i giovani significa aprire un cammino. È così che una comunità continua a crescere: quando la memoria incontra la speranza.

La festività di domenica scorsa, 26 luglio, dedicata a Sant’Anna:
tante le celebrazioni nella nostra Diocesi

Pontremoli: la statua di Sant’Anna nella chiesa parrocchiale di Bassone

La devozione a Sant’Anna continua a essere custodita anche in Lunigiana. A Pontremoli la santa è venerata anche nella cappella dell’antico istituto Leone XIII, un tempo orfanotrofio affidato alle religiose dell’ordine di Sant’Anna.
È in questi spazi, da alcuni anni divenuti sede dell’Istituto “Galli Bonaventuri”, che il vescovo Fra’ Mario Vaccari domenica, in occasione della festa liturgica della madre di Maria, ha celebrato la Santa Messa.
La festa di Sant’Anna è particolarmente sentita anche a Bassone di Pontremoli, da molti anni accompagnata anche da un ricco programma ricreativo, a Coloretta di Zeri, a Castagnetoli di Mulazzo e a Caprio di Filattiera, comunità nelle quali la celebrazione continua a essere occasione di incontro e di partecipazione popolare. Al di fuori della Lunigiana Sant’Anna è stata celebrata a Forno, nella valle del Frigido a Massa.

Fabio Venturini