C’era una volta l’estate… Ed or più non v’è, perché il suo posto è stato preso da una stagione che va, di anno in anno, assumendo caratteristiche meteorologiche in grado di recare disagio biofisico.
Mentre oggi si scrivono queste note nel pomeriggio nel quale il giornale va in stampa, è l’ultimo giorno di giugno e ci si appresta a stilare il resoconto mensile. Verrà pubblicato sul prossimo numero, ma si può anticipare che la temperatura media, condizionata dalla seconda metà del mese straordinariamente calda, andrà ad occupare una posizione da podio fra le prime tre in assoluto, anche se non tale da spodestare il primato del 2003.
A scorrere le temperature massime registrate dal 16 in poi, si rimane colpiti dal fatto che non siano più scese sotto i 30°C, evento senza precedenti in giugno e che, fino a qualche anno fa, sarebbe stato difficile vivere anche in luglio o in agosto.
In definitiva, terminata la tregua della prima quindicina, seguìta al caldo precoce della terza decade di maggio, le ultime due settimane hanno confermato le attese delle analisi modellistiche, che avevano messo in guardia su una infuocata seconda parte del mese su tutta l’Europa Occidentale.
Sono risultate corrette pure le indicazioni relative alla nazione più colpita, che si è confermata la Francia. In Italia, il Centro-Nord è stato messo più a dura prova del Sud, e non sono mancati nuovi record di calura sia in termini di valori puntuali assoluti sia nelle temperature medie della terza decade.
Fra pochi giorni, con tutti i dati alla mano, emergerà senz’altro anche qualche nuovo primato fra le medie mensili. In questo suo scorcio finale, giugno non ha sciorinato giornate di sole da mane a sera, anzi: nuvole a spasso se ne sono viste e qualche volta hanno recato piovaschi, rovesci e temporali.
In linea con l’andazzo che, nei mesi caldi, vuole le precipitazioni maldistribuite a totale capriccio dei cumulonembi, si sono intensificate le condizioni siccitose in contemporanea al verificarsi, su ristrette porzioni di territorio (per non dire… fattorie), di qualche rovescio anche abbondante. Il contrasto degli accumuli pluviometrici considerando località anche vicine, infatti, è talora bizzarro.
Nella piccola estensione del nostro territorio provinciale, alla generale scarsità di pioggia che ha segnato la prima frazione estiva, si contrappone qualche sito che ha beneficiato, nelle rare occasioni occorse, di apporti discreti.
Le condizioni per avere pioggia utile si sono realizzate il 24, il 25, il 28 e il 29, oltre alla notte di oggi, martedì 30. Solo pochi siti fortunati, però, hanno ricevuto quantità significative. Trattandosi di temporali termoconvettivi, il calo termico è sempre rimasto molto localizzato, legato alla speciale situazione creatasi senza che avvenisse un vero e proprio ricambio d’aria.
Nella notte fra lunedì 29 e martedì 30, invece, l’atmosfera ha ricevuto una rimescolata appena più sensibile, ma ci vorrebbe ben altro per ridimensionare drasticamente il caldo accumulatosi. Rispetto alla prima parte dell’ondata, più sopportabile per l’aria ancora asciutta, va rilevato che, con il trascorrere dei giorni, l’instabilità e l’umidità crescenti hanno reso la canicola più pesante: anche nelle ore trascorse sotto un cielo nuvoloso per la degenerazione delle ‘incudini’ dei cumulonembi (le nubi temporalesche), il tenue beneficio è stato spesso vanificato non appena la ventilazione si quietava dopo la fase burrascosa del fenomeno.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



