Il nuovo assetto di giugno – divenuto, da qualche anno, vero e proprio primo mese estivo anche quanto a temperature, e non solo per la pratica suddivisione meteorologica in trimestri stagionali – si sta preparando a dovere, nostro malgrado, per non far mancare almeno una settimana rovente alla quale sembra ormai ineluttabilmente abbonato.
Scartabellando diari e registri, controllando files e database, appare in tutta evidenza l’aumento termico avvenuto all’inizio dell’estate, quando era il contrario, il più delle volte, fino a una trentina di anni fa, sperimentare avvii della stagione incerti per il persistere della mutevolezza atmosferica primaverile.
C’è un campionario di mesi di giugno pervasi di instabilità, frescura tardiva e perfino ritorno di neve ai monti dal quale si potrebbe attingere per rinovellare il tempo che fu. Ogni qualche anno, s’intende, alcune giornate più calde venivano a recare un clima un po’ più ardente anche in giugno, ma non erano mai sequenze di lunga durata.
I 30°C – isolati – di massima assoluta in giugno non erano prerogativa di tutte le annate e, tra una occorrenza e l’altra del raggiungimento di tale livello termico, potevano trascorrere anche 4-5 e più anni rimandandolo a luglio. Il campione del primo quarto del XXI secolo mostra un andamento diverso, al punto che il normale giugno attuale assomiglia ai mesi di luglio di circa cinquant’anni fa, assai moderati nel loro regime termico.
La sorte di tutti gli altri mesi non è certo diversa, benché gli scarti più sensibili si notino nelle stagioni ‘forti’ (estate e inverno), mentre nelle stagioni di mezzo l’aumento della temperatura appare meno marcato, specie all’inizio dell’autunno.
Quest’anno, e lo si diceva pure la settimana scorsa, giugno non ha avuto modo finora di esagerare con il caldo, recando anzi sollievo dopo l’eccezionale terza decade di maggio: adesso, però, sta scalpitando, e toccherà soffrire un anticipo di ‘solleone’.
La prima metà del mese, intanto, è trascorsa all’insegna di condizioni atmosferiche piacevoli. Attenzione, comunque, a non ingannarsi: con l’ultima frazione di maggio così calda, giugno ha offerto sensazioni più fresche, ma lo scarto da norma (1991-2020!, figuriamoci rispetto a trentenni precedenti più freschi) si è attestato di un buon grado in eccesso, il che la dice lunga sull’effetto ‘rana bollita’ di cui quasi non ci si rende conto.
Nella settimana in esame, durante la quale il cielo sereno o poco nuvoloso si è alternato a fasi di cielo misto, l’atmosfera piuttosto asciutta e le correnti sinottiche da W corroboranti il regime di brezza hanno realizzato condizioni meteorologiche gradevoli: moderato caldo di breve durata il dì, attiva ventilazione, notti decisamente fresche.
A questo quadro più che soddisfacente, se volete, è mancata un po’ d’acqua piovana, ché ormai sarebbe stata cosa buona e giusta. Le scarse precipitazioni risalgono alla prima settimana del mese, e pure dove la pioggia è stata abbondante si è concentrata in un paio di episodi.
Ed ora, con un’ondata di canicola alle viste, i pluviometri possono scordarsi di fare un ricco bottino… ma si prova a dire anche questo per vedere se il tempo, dispettoso, vorrà far bugiardi i previsori regalando inattesi scrosci!
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



