Rimosso il semaforo alla Verrucola ma resta alta la problematica

La Strada Statale 63 che porta al valico del Cerreto si conferma, ancora una volta, il gigante d’argilla della viabilità tra Toscana ed Emilia Romagna. Dopo le drammatiche settimane di febbraio, segnate dal doppio smottamento in località Soliera Apuana, la situazione odierna è quella di una fragile tregua, fatta di sensi unici alternati e monitoraggi costanti.
Tutto è iniziato lo scorso 29 gennaio, quando una prima frana ha colpito il versante sopra Soliera. Ma è stato il 4 febbraio che il fronte ha ceduto definitivamente sotto la spinta di piogge incessanti, costringendo Anas alla chiusura totale. Per giorni, la Valle del Lucido e i collegamenti verso il Cerreto sono rimasti amputati: i mezzi pesanti diretti alle cartiere e alle cave sono stati dirottati sulla SR445, con costi logistici pesanti, mentre le auto si incolonnavano tra le strette vie dell’abitato di Soliera.
Al momento la strada è tornata percorribile, ma non senza ostacoli. Se da un lato si festeggia la rimozione del cantiere alla Verrucola, dove i lavori di messa in sicurezza si sono conclusi lo scorso 20 aprile ridando fluidità al traffico, il vero “collo di bottiglia” resta Soliera. Qui, il semaforo che regola il senso unico alternato ricorda a pendolari e autotrasportatori che la strada ha ancora bisogno di lavori prima di tornare pienamente fruibile. “Siamo stanchi di vivere con l’incubo di restare isolati ad ogni allerta meteo”, lamentano i residenti.
La politica locale e Anas sono ora chiamate a un intervento strutturale che vada oltre la pur necessaria somma urgenza. Il rischio è che la SS63, fondamentale per il turismo montano e l’economia locale, diventi una “strada a tempo”. La speranza è che possano arrivare gli attesi fondi che permettano finalmente quel consolidamento definitivo che la Lunigiana orientale attende da anni. Nel frattempo, per chi viaggia, il consiglio resta quello di armarsi di pazienza prima di mettersi in viaggio.



