Dopo quasi 25 anni riapre al traffico via XX settembre. Il Comune ha così risposto ad una petizione di commercianti e cittadini che chiedevano il ritorno delle auto.

Una riapertura al traffico in controtendenza rispetto all’espansione di Ztl e isole pedonali nei centri storici: è quella che riguarda via XX settembre ad Aulla che dallo scorso 9 giugno, dopo quasi 25 anni, è stata riaperta al traffico veicolare “in via sperimentale”, come ha fatto sapere l’Amministrazione. La strada del centro storico cittadino è tornata ad essere accessibile dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 19, con senso unico di marcia dalla Statale in direzione Piazza della Vittoria.
A sollecitare il ritorno dei veicoli nella via è stata una raccolta firme di commercianti e residenti della zona. Abbiamo incontrato alcuni di essi ed è emerso come siano soprattutto le attività al dettaglio a soffrire maggiormente della pedonalizzazione e come la possibilità di accostare l’auto per brevi acquisti possa essere di maggiore stimolo a recarsi nell’area. I primi riscontri, a detta degli operatori, sono stati positivi, ma l’aspettativa da loro espressa è che il ritorno del traffico prevenga soprattutto la desertificazione a cui si assiste nelle giornate di pioggia dei mesi autunnali e invernali; l’assenza di passanti quando il tempo non è clemente ha ingenerato nel corso degli ultimi anni anche preoccupazioni in termini di sicurezza percepita da commercianti e residenti, che hanno riferito del proliferare di attività di spaccio nell’area.
Tra chi vive e lavora nel centro storico c’è anche chi ci ha restituito l’opinione di una riapertura che rappresenta – al di là del gioco di parole – «la chiusura della stalla una volta che i buoi sono scappati, perché riaprire alle auto poteva forse avere effetti positivi 15 anni fa, con ancora la maggior parte delle attività aperte».
Sullo sfondo una crisi del commercio aullese e lunigianese ma anche i grandi cambiamenti nelle scelte dei consumatori, rispetto al quale le isole pedonali sono solo uno dei tanti temi da affrontare.
In questo intervallo di tempo le chiusure di attività commerciali sono state tante – i cartelli “affittasi” e le vetrine vuote sono sotto gli occhi di tutti – e le voci raccolte parlano di altre chiusure o trasferimenti nei prossimi mesi. «Aulla non è più attrattiva», dice uno dei critici, che senza mezzi termini parla di «poche cose organizzate, autoreferenziali e non idonee a portare potenziali acquirenti». C’è poi chi parla di caro affitti, affermando che nonostante la disponibilità di tantissimi fondi, i canoni di locazione non diminuiscono perché i proprietari preferiscono tenere il fondo vuoto anziché abbassare le richieste. I pareri dei commercianti e dei residenti incontrati sono diversi anche sulla detassazione varata il mese scorso dalla giunta comunale: tra le principali agevolazioni previste, spicca l’esenzione totale per i primi tre anni dal pagamento di tributi locali (Tari, etc.) per le nuove attività che decidano di aprire nel centro storico pedonale.

Una misura, quest’ultima, voluta dall’Amministrazione Valettini con «l’obiettivo di valorizzare ulteriormente l’area pedonale attraverso l’insediamento di nuove attività imprenditoriali, artigianali, commerciali e di lavoro autonomo», come si legge dalla nota emanata da Palazzo Civico. Qualcuno parla di provvedimenti tardivi e di una programmazione economica insufficiente, altri di provvedimento che va nella giusta direzione. Insomma, i punti di vista di residenti e commercianti sono molteplici e non del tutto concordanti. L’esperimento aullese farà molto discutere, non solo all’ombra della Brunella, ma anche in quei comuni dove le resistenze degli operatori commerciali alla pedonalizzazione non si sono mai affievolite, nonostante col tempo l’espulsione delle auto dai centri storici si era affermata un po’ ovunque come scelta vincente (un caso su tutti è quello di Sarzana).
Il contesto commerciale attuale fa però i conti con uno scenario completamente nuovo: la rivoluzione del commercio elettronico, l’espansione della grande distribuzione organizzata, accolta da molte amministrazioni senza troppe remore, e con i cambiamenti dei comportamenti di consumo, simboleggiati in via XX settembre dalla chiusura della storica edicola, lo scorso anno, senza che nessuno si sia fatto avanti per rilevarla.
Aulla fa poi i conti con lo spopolamento della Lunigiana e la mancata crescita dei redditi di chi continua a risiedervi. L’impressione è che il successo delle politiche del commercio, ad Aulla come nel resto della Lunigiana, vada oltre l’apertura o la chiusura di una strada e necessiti di un surplus di analisi e di creatività da parte di amministrazioni e associazioni di categoria.
(d.t.)



