Azione Cattolica, in mezzo alle persone per far conoscere Gesù Cristo

Si è svolta a Marina di Carrara l’XI Assemblea Diocesana di Azione Cattolica

Un momento dell'assemblea elettiva di AC a Marina di Carrara
Un momento dell’assemblea elettiva di AC a Marina di Carrara

“Sarà una giornata impegnativa e lunga, perché importante”: con queste parole Marco Leorin, presidente uscente dell’ Azione Cattolica Diocesana, ha accolto i delegati riunitisi domenica mattina, 17 novembre, nella chiesa della SS. Annunziata a Marina di Carrara per prendere parte alla XI Assemblea elettiva diocesana, dal titolo “Realtà, ti conformi o ti trasformi. L’Azione Cattolica è una comunità di laici formati a rigenerare, condividere e discernere per orientare le scelte al bene”.
La prima parte della giornata è stata occupata dalle relazioni del sen. Alcide Angeloni, in qualità di “presidente onorario”, e del consigliere nazionale Paolo Seghedoni; ha inoltre presentato la relazione di fine mandato il presidente uscente, Marco Leorin. Angeloni, presidente di Azione Cattolica negli anni ‘50-‘60, nel suo intervento ha augurato la discesa abbondante dello Spirito Santo sui presenti, in quanto tutti investiti di un compito importante: diventare consiglieri dell’associazione o, cosa altrettanto essenziale, essere “collaboratori fidati” degli eletti.
Accorato, infine, l’appello che Angeloni ha voluto rivolgere ai delegati: “Se qualcuno avesse il desiderio di entrare in politica lo faccia con lo stesso spirito di servizio al prossimo con cui ora sta in Azione Cattolica”.
Tirando le fila dell’ultimo triennio associativo, Marco Leorin ha voluto porre l’accento su alcune situazioni o questione aperte “cercando una lettura di speranza”. Secondo Leorin, lo strumento principe dev’essere la formazione e i luoghi devono essere individuati aldilà del classico spazio parrocchiale perché esso da solo non basta più: occorre “stare là dove stanno le persone”, in modo da poterle raggiungere e invitarle a conoscere e far parte di questa grande storia che è l’Azione Cattolica.
Ha sottolineato l’importanza di “far arrivare l’AC a chi ha una vocazione ma non lo sa o non ha ancora incontrato l’associazione” anche Paolo Seghedoni, il quale ha inoltre insistito su come tra i compiti dell’associazione ci sia quello di “difendere il Papa, talvolta da più parti criticato”.
Prima della fase di discussione del documento e di votazione, tenutasi nel pomeriggio, il nostro Vescovo ha celebrato la S. Messa. Nell’omelia, mons. Santucci ha evidenziato il valore di AC, affermando che “essere Azione Cattolica vuol dire avere alle spalle una tradizione ricca ed espressiva” ed ha sottolineato che tale associazione “ha fatto una scelta radicale di vita all’interno della Chiesa e per la Chiesa”.

La tavola rotonda organizza da AC in Palazzo Ducale a Massa
La tavola rotonda organizza da AC in Palazzo Ducale a Massa

La tavola rotonda di sabato 16 a Palazzo Ducale, incentrata sul titolo dell’assemblea diocesana, ha rappresentato un momento di incontro e di riflessione aperto a tutti i soci e alla cittadinanza interessata. I relatori sono stati chiamati a concentrarsi sui termini ‘condivisione’ e ‘discernimento’.
Ha aperto i lavori l’assistente generale dell’AC diocesana, don Piero Albanesi, presentando il dibattito e l’assemblea elettiva come “occasioni che ci vengono offerte per sentirci in sintonia con la Chiesa Universale e per capire il percorso che l’associazione è chiamata a fare”.
Gli ospiti, esperti di ambiti tra loro assai differenti, tramite domande ed interventi hanno aiutato il pubblico a riflettere su temi altamente complessi ed astratti. Lo psicologo Raffaello Martini e la biblista Emanuela Buccioni sono stati chiamati a rispondere a quesiti precisi e diretti: “Ha senso, nella società di oggi, parlare di discernimento?” o “Quali criteri, modelli o punti di riferimento hanno i giovani e gli adulti per leggere la realtà?”.
Martini ha poi sottolineato l’attuale difficoltà delle due agenzie formative classiche: la famiglia e la scuola. La dottoressa Buccioni ha invece mostrato come Gesù stesso faccia discernimento ed ha dunque affermato che noi possiamo guardare a lui come modello. Ad esempio, nel vangelo di Marco, Gesù “vede la vedova povera che mette le due monetine e la mostra ai discepoli” dicendo loro che lei ha dato più di tutti gli altri lasciando “tutto quanto aveva per vivere”.
Di internet e della sua diffusione in Italia ha parlato la dottoressa Laura Abba, dirigente del Consiglio Nazionale delle Ricerche: inclusione digitale, numero di cellulari, di utenti internet e di utenti social in relazione alla popolazione totale, ma anche diritto all’educazione in rete e alla sicurezza online sono soltanto alcuni degli argomenti trattati.

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