Per ora le terme Montelungo attraggono più i forestieri che i locali

Valutazioni positive per la prima stagione dell’impianto che sfrutta le acque di Cavezzana

La facciata della struttura delle terme di Montelungo
La facciata della struttura delle terme di Montelungo

“Sta andando piuttosto bene, stiamo ottenendo un buon riscontro e siamo soddisfatti. Certo, è il primo anno e c’è la necessità di effettuare il rodaggio per capire cosa può essere migliorato, ma nel complesso siamo fiduciosi”. A parlare così è il dottor Lorenzo Ferrari, titolare della società “Terme Montelungo srl” che ha firmato la convenzione gestionale con il Comune di Pontremoli e che dallo scorso 6 giugno gestisce le terme che prendono il nome dalla frazione nei pressi della Cisa. Anzi, le “Terme della Lunigiana” perché è questo il nome che è stato dato all’impianto, volendo dare così alla struttura una connotazione che valichi i confini pontremolesi. Del resto, questo obiettivo sembra sia stato subito raggiunto, visto che per il momento la maggior parte degli utenti della struttura vengono fuori dai confini comunali, anzi addirittura regionali. “Sì, il maggiore riscontro, per quanto concerne i nostri utenti, lo abbiamo avuto dalle regioni limitrofe, quindi dalla Liguria e dall’Emilia. Per ora non siamo ancora riusciti a fare breccia nel tessuto pontremolese e lunigianese, forse per colpa anche nostra perché non ci siamo attivati con la giusta tempistica per dare visibilità alla struttura”. O forse perché ormai l’apertura delle Terme appariva agli occhi dei pontremolesi come un evento quasi leggendario, visto che si era iniziato a parlarne negli anni Settanta dello scorso secolo e che, da allora, si erano spesi tanti (troppi) soldi senza vedere risultati concreti. “È vero – ammette Ferrari con un sorriso – a volte qualcuno passa e strabuzza gli occhi incredulo; speriamo che, superato il primo momento di stupore, anche i pontremolesi e i lunigianesi incomincino ad usufruirne”. Ad ogni modo, già i primi numeri di questa stagione estiva (l’impianto, però, rimarrà aperto sino al 31 ottobre) sono lusinghieri per Ferrari: “Circa 300 le presenze che vanno suddivise in 200 pazienti che hanno effettuato le cure inalatorie (ripartite in 24 trattamenti) mentre circa un centinaio si sono immersi in fanghi e bagni (ripartiti in 12 trattamenti)”.

Reparto inalatorio in funzione alle terme di Montelungo
Reparto inalatorio in funzione alle terme di Montelungo

Ovviamente, alla base di tutto questo c’è l’acqua, che arriva a Montelungo da Cavezzana tramite un condotto sotterraneo di circa 1.200 metri, spinta da un sistema di pompaggio che permette di superare il dislivello di 160 metri esistente. Un’acqua sulfurea di ottima qualità, assicura Ferrari, perché “presenta ottime proprietà curative per quanto riguarda l’apparato respiratorio, le patologie reumatiche e i disturbi circolatori”; i fanghi, poi, sono curativi anche per le malattie dermatologiche come la psoriasi e la dermatite eczematosa secca. Questo per quanto concerne le cure con le acque di Cavezzana, mentre per quanto concerne le acque minerali di Montelungo – la famosa “fonte della virtù” – vengono realizzare cure idroponiche (ovvero con l’assunzione di acque minerali) indicate per il trattamento delle malattie renali e dell’apparato urinario. Il periodo di maggiore concentrazione dei visitatori è stato registrato tra agosto e settembre: “In alcuni momenti siamo stati sovraccarichi, per questo in collaborazione con l’amministrazione, che ringrazio per tutto il supporto che ci ha dato, stiamo ipotizzando di ampliare lo stabilimento, soprattutto per quanto concerne le cure inalatorie, per permettere una maggiore capienza e una migliore accoglienza”. Lavori che dovrebbero essere effettuati durante il periodo invernale in attesa della prossima apertura prevista per aprile 2020. Tra il “rodaggio” di questa prima stagione, Ferrari mette anche il fatto di non essere stati in grado di sfruttare il servizio di trasporto agli anziani che, proposto e organizzato in sinergia dai comuni di Pontremoli e di Mulazzo, non è partito per mancanza del numero minimo di iscritti. “Colpa nostra, ammette, che non ci siamo attivati per tempo per far conoscere la nostra realtà. Comunque è una lezione che ci servirà per l’anno prossimo”. E a proposito del futuro, non si può non parlare di un altro progetto storico: l’imbottigliamento dell’acqua di Montelungo: “È un’iniziativa che vogliamo portare avanti. Purtroppo la concessione è scaduta e quindi bisogna riattivare tutti i percorsi burocratici e ci vorranno almeno due anni. La nostra idea è quella di realizzare l’impianto di imbottigliamento in prossimità della fonte per mantenere il più possibile incontaminata l’acqua. Un percorso ancora lungo ma che vogliamo percorrere”. (r.s.)

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