Con 117 voti il libro di Paolo Paci ha preceduto “Radiogol” di Riccardo Cucchi (93 preferenze. Lo scrutinio delle schede e la consegna della statuetta si sono svolte in piazza a Pontremoli nella serata di sabato 20 luglio
Il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini, e il presidente della Fondazione Città del Libro, Gianni Tarantola, premiano il vincitore Paolo Paci
Di solito c’è un “gigante dello sport” dietro alla vittoria del Bancarella Sport, nel senso che c’è un grande campione o un personaggio che ha segnato in una qualche maniera una disciplina sportiva; ma stavolta il gigante è reale, ed è un gigante composto di roccia e neve, la vetta più alta d’Europa, eh sì perchè è dedicato all’alpinismo ed in particolare al Monte Bianco, il libro vincitore della 56a edizione del premio Bancarella Sport, si tratta di “4810. Il Monte Bianco. Le sue storie e i suoi segreti” (Corbaccio) di Paolo Paci, che ha incantato i librai che con il loro voto determinano i vincitori del Premio.
Metodo di votazione che quest’anno è cambiato, ricalcando quello del Bancarella “maggiore”, con i librai che potevano, anzi dovevano (pena l’annullamento della scheda), assegnare tre voti invece della preferenza singola.
Finalisti e ospiti sul palco del Bancarella Sport 2019
E così il notaio del Premio, Sara Rivieri, ha accompagnato la scalata di Paci, scandendo voto dopo voto le trenta schede residue lo scrutinio silente delle centotrenta precedenti. Centodiciassette piccoli passi che hanno decretato la netta vittoria di questo volume dedicato alla montagna più conosciuta di tutte in territorio italiano ma, comunque ancora ammantata di misteri, di angoli nascosti, testimone di imprese memorabili, di rivalità fra alpinisti, sacrario di tanti sportivi, appassionati, eroi che hanno perso la vita sulle sue pendici.
In piazza della Repubblica la platea alla serata del Bancarella Sport 2019
Come del resto confessato dallo stesso Paci durante l’abituale tavola rotonda che precede lo spoglio dei voti, condotta con eleganza e simpatia dalla giornalista Viviana Guglielmi (in sostituzione di Paolo Liguori che non ha potuto partecipare per impegni famigliari) e coaudiuvata da Paolo Francia, “il Monte Bianco è la totalità dell’esperienza della montagna – ha raccontato Paci – perché non è solamente la cima più alta delle Alpi e quella più rappresentativa dal punto di vista della storia alpinistica, ma perché è lì che è nato l’alpinismo. È un luogo di grande vastità: non è una singola montagna ma un gruppo di 40 vette oltre i 4000 metri, accompagnate da numerosi ghiacciai. Rappresenta quindi il luogo naturale d’alta quota più importante che abbiamo e il ‘terreno di gioco’ più importante per chi ama l’alpinismo”.
Italo Cucci con il premio “Bruno Raschi” 2019
Dietro al libro di Paci si è posizionato “Radiogol” di Riccardo Cucchi, (Il Saggiatore), con 93 voti. A seguire “Demoni” di Alessandro Alciato, (Vallardi), 85 preferenze; “Il caso Fiorenzo Magni” di Walter Bernardi (Ediciclo) 80 voti; “Asfalto” di Andrea Dovizioso (Mondadori) 53 voti (che purtroppo non ha potuto partecipare) ed infine Eraldo Pizzo e Claudio Mangini con “Eraldo Pizzo. Caimani come me. Il mito Pro Recco” (Sagep Editori) con 49 preferenze.
Riccardo Cucchi sul palco del Bancarella Sport con Paolo Francia
Premiati anche Roberto Mugavero editore della casa editrice Minerva, per il “Libro segnalato del Bancarella Sport 2019” “Fausto Coppi – La grandezza del mito”, Rosangela Percoco coautrice con Leonardo Cenci, scomparso prematuramente a gennaio, di “Vivi, ama, corri. Avanti tutta!”, Matteo Matteucci, autore del manifesto dell’edizione di quest’anno del Premio Bancarella Sport.
Presenti sul palco anche l’ex campione del mondo di motocross, Michele Rinaldi e il grande giornalista Italo Cucci, insignito nel pomeriggio del premio alla carriera “Bruno Raschi”. Un Cucci che ha incantato la platea con il racconto di alcuni aneddoti di ciclismo e di calcio con la “complicità” di Riccardo Cucchi, altro giornalista sportivo per tanti anni colonna sonora della domenica italiana assieme al leggendario gruppo della trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto”.
Ad inizio serata c’è stato il saluto da parte del sindaco, Lucia Baracchini, che ha ricordato il legame profondo della città di Pontremoli con il libro e lo sport, e del presidente del Premio, Gianni Tarantola.
(r.s.)
Michele Rinaldi, una vita per il motocross
Michele Rinaldi
Nella giornata del “bancarella sport” il cortile di palazzo Dosi-Magnacacca ha ospitato l’incontro con michele rinaldi, campione del mondo di motocross nel 1984 (primo pilota italiano a riuscire nell’impresa) e campione tricolore della specialità con una esperienza anche alla parigi-Dakar del 1987.
Nelle foto di Walter Massari alcuni momenti dell’incontro promosso dai “Veterani dello sport” e dal Panathlon Club Pontremoli – Lunigiana.
Rinaldi ha partecipato al dibattito sul tema “Campioni e non” moderato dal giornalista ed ex pilota di motociclismo Nico Cereghini: il talento conta – ha detto – ma contano ancora di più il sacrificio, la tenacia e il duro lavoro”
Michele Rinaldi con Nico Cereghini all’incontro sul tema “Campioni e non”
La platea all’incontro con Michele Rinaldi
L’incontro con Michele Rinaldi nel cortile di palazzo Dosi-Magnavacca