Di nuovo in diocesi la Bolla papale del 1822

Massa: a seguito delle indagini dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

vescovo bolla papaleSabato 18 febbraio, nei locali della Curia vescovile a Massa, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno consegnato la Bolla con la quale papa Pio VII eresse la diocesi di Massa Ducale.
Al momento della riconsegna erano presenti il procuratore della Repubblica, Aldo Giubilaro, don Luca Franceschini, direttore dell’Archivio Storico Diocesano e il vescovo, mons. Giovanni Santucci, per ringraziare i Carabinieri del significativo ritrovamento.
L’incontro si è aperto con una introduzione di don Franceschini che ha ricostruito le vicende, anche un po’ rocambolesche, che hanno permesso il ritrovamento del prezioso documento, dopo oltre venti anni di silenzio. In estrema sintesi, la bolla papale era apparsa su una bancarella di antiquario nella città di Modena ed era stata fotografata dal prof. Igino Lanforti, autore del volume “Storia della Diocesi di Massa”, che la fece riprodurre nella copertina del libro. Sono cominciate le complesse indagini dei Carabinieri e infine la bolla è stata rivenuta alla Spezia. A questo punto gli investigatori hanno instaurato un dialogo con il collezionista che, nel 1996, aveva acquistato il documento in buona fede a Genova presso una nota libreria antiquaria; alla fine lo stesso ha deciso di “restituire” la bolla alla Diocesi.
Il Comandante del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale, capitano Lanfranco Disibio, ha espresso soddisfazione per questo ritrovamento che si inserisce nell’opera generale di tutela e di conservazione dei beni culturali, soprattutto di quelli archivistici. Con la consegna della bolla, la diocesi recupera un’importante testimonianza storica che attesta le sue origini. “Sono grato per il ritrovamento di questo documento – ha dichiarato il vescovo Giovanni – fondativo della nostra Chiesa diocesana”.

Una storia lunga quasi 200 anni

La diocesi di Massa fu eretta da Pio VII il 18 febbraio del 1822 con la bolla “Singularis Romanorum Pontificum” e a denominazione di Massa (Ducale). Il territorio comprendeva 112 parrocchie, scorporate dall’antica diocesi di Luni-Sarzana. Ad esse, il 3 luglio di quell’anno, ne furono aggiunte altre 48 smembrate dall’arcidiocesi di Lucca: solo il 14 maggio 1826, però, queste passarono alla effettiva dipendenza della diocesi massese. Oggi la diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, tranne un marginale sconfinamento nei comuni di Albareto e Borgo Val di Taro, coincide con il territorio provinciale e risulta composta da 244 parrocchie, suddivise in sei vicariati, ed è suffraganea della sede metropolitana di Pisa.

(df)

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