Domenica 27 settembre tante Penne Nere ad onorare il proprio patrono
La comunità di Mocrone, domenica 27 settembre, ha onorato il patrono Maurizio: il soldato romano che, dopo aver abbracciato il Cristianesimo, non ha temuto di perdere la vita pur di diffondere il Vangelo. Essendo, anche, patrono degli Alpini, ed essendo l’antica Pieve del cimitero, Santuario nazionale dei tanti amici che, con sano orgoglio, mostrano la lunga “Penna nera”, Mocrone ha avuto l’onore e la gioia di accogliere una loro rappresentanza significativa. Prima dell’inizio della S. Messa, delle ore 11, i Gruppi Alpini lunigianesi e delle province limitrofe si sono schierati sul sagrato per l’alzabandiera, al suono del “Silenzio” eseguito, magistralmente, dalla giovane Greta. Benedizione da parte del parroco don Pietro Giglio, cappellano degli Alpini, e del vescovo emerito mons. Alberto Silvani che hanno concelebrato l’Eucarestia solennizzata dai canti del Coro, guidato dal maestro Federico Orsini.
“La Parola proclamata – ha detto il presule nell’omelia – ci invita a riconoscere le nostre infedeltà. Dobbiamo guardare dentro di noi ed avere il coraggio di evitare ciò che non piace a Dio. Con fermezza. Essere religiosi può essere solo apparenza, così come essere formalmente impeccabili all’esterno, può rivelarsi una maschera. Dio guarda nel cuore, accetta le azioni che arrivano dal cuore invitandoci alla continua conversione. Il Vangelo di oggi fa riflettere, anche, sul ruolo dei genitori che, sovente non ottengono, dai figli, i risultati sperati. Si rammaricano, specialmente in questo nostro tempo complicato, pur con i suoi germi di bene, dove i richiami ‘esterni’ sono forti e attraenti. Come non si scelgono i genitori non si scelgono i figli. Tutti vanno accolti come dono e amati. Non servono lamentele a buon mercato. Servono esempi chiari, testimonianze coerenti, scelte coraggiose. Magari i frutti tardano a venire, ma, ci sarà la loro stagione. Gli Alpini sono chiaro esempio di tenacia e di generosità. La loro forza interiore non si esaurisce nelle difficoltà ma diviene concreta solidarietà. In Patria e lontano dai confini con l’autenticità di un cuore instancabile”.
A seguire, processione per le vie addobbate di striscioni e bandiere tricolori. Statua del Santo, gagliardetti, canti e preghiere. Al rientro lettura della “Preghiera degli Alpini” e benedizione solenne. Presenti il vicesindaco di Villafranca, Loris Bernardi ed altri amministratori. Gradito rinfresco con l’allegria degli Alpini, sorrisi ed applausi. Un particolare ringraziamento al coordinatore della partecipata festa, Franco Sanna.
Ivana Fornesi



