Museo della Stampa e Teatro degli Imperfetti: “Conta chi  inaugura o chi fa?”

A Fivizzano si accende il dibattito politico tra annunci, progetti sulla carta e storiche rivalità

Qualche decennio fa un Sindaco, da poco nominato, si trovò ad inaugurare una importante opera pubblica. Al termine, un assessore della Giunta precedente gli fece notare, piuttosto contrariato, che nel suo discorso non aveva fatto neppure un cenno al Sindaco che lo aveva preceduto, che tanto si era adoperato affinché quell’opera fosse realizzata. In risposta a questa critica gli fu detto: ”Conta chi inaugura, non chi fa”. L’assessore in questione non digerì quelle parole e non mancò di rinfacciarle in più occasioni e pubblicamente.

Qualcosa di simile sta succedendo in questi giorni fra il Sindaco Gianluigi Giannetti e consiglieri dell’opposizione, non, però, per un’opera realizzata, ma ancora sulla carta e nelle intenzioni del Sindaco. Si tratta del recupero del Cinema Teatro degli Imperfetti di Fivizzano e del Museo della stampa, sempre di Fivizzano, in Palazzo Fantoni.

Il nodo del Cinema Teatro degli Imperfetti   

Il Sindaco Giannetti, in una dichiarazione, ha annunciato che il Comune ha stanziato 250.000 euro per l’acquisto dell’ex Cinema Teatro, luogo prestigioso per la funzione culturale esercitata nel passato, prima che subisse danneggiamenti per terremoti e trasformazioni. Molti altri euro serviranno per riportarlo all’agibilità.

Il caso Palazzo Fantoni

Palazzo Fantoni, sede del Museo della Stampa
Palazzo Fantoni, sede del Museo della Stampa

In merito a Palazzo Fantoni il Sindaco Giannetti, con lungo e articolato intervento ricostruisce le vicende dei rapporti con Jacopo Bononi, Presidente della Fondazione Loris Jacopo Bononi, non nascondendo la volontà dell’Amministrazione della sua acquisizione, “non facilitata da questioni ereditarie, conseguenti anche ai decessi della signora Raffaella Paoletti e del prof. Eugenio Bononi e al venir meno dell’accordo che prevedeva la gestione gratuita del Museo della stampa da parte del Comune, interrotta dal terremoto del 2013”. Ora servirebbero 700.000 euro per l’acquisizione, oltre i costi della ristrutturazione. A trattativa interrotta, riuscirà il Comune a riprenderla e a trovare quella montagna di soldi per l’acquisizione e la ristrutturazione? Vengono anche tirate in ballo, a complicare la questione, le proprietà della famiglia Bononi a Bagnone e a Gragnola.

Che dire, infine, della volontà del Sindaco di collegare il centro di Fivizzano in Verrucola costruendo per un tratta una strada aerea?

Un patrimonio che resta nascosto

I progetti sono senz’altro interessanti e ricordo con particolare rincrescimento l’indisponibilità, che dura da anni, del Museo della Stampa, frequentatissimo da scolaresche e da visitatori di ogni età, affascinati dai racconti del prof. Eugenio sulle origini della stampa a caratteri mobili, sull’eccezionale opera di Emanuele Maucci, che realizzò una casa editoriale a Barcellona, altre in Messico e Argentina. Vi è ricordata anche la tipografia Bartoli a Fivizzano nel XIX secolo. Può un tale patrimonio (e molto altro) restare nascosto? Se, poi, l’Amministrazione desse un’occhiata anche a quello nascosto in altri luoghi del Comune, non farebbe che del bene alla comunità fivizzanese ed eviterebbe la gara con l’opposizione a chi se ne è accorto prima. Andreino Fabiani