Con il romanzo “La volta giusta” la scrittrice milanese conquista la 74a edizione del Premio

è difficile volare quando manca l’aria, ed è quasi impossibile farlo senza vento. Lo sanno bene i fan dei Timoria, che in quel classico del rock italiano che è “Senza vento” hanno trovato per anni un inno di riscatto. Omar Pedrini, anima e chitarrista della band, ospite della 74a edizione del Premio Bancarella ha voluto abbinare proprio questo brano a “La volta giusta” (Feltrinelli), il romanzo di Lorenza Gentile.
Una dedica perfetta, quasi profetica: così come è impossibile staccarsi da terra senza una spinta, allo stesso modo la protagonista del libro compie la sua traiettoria più difficile quando capisce che il proprio riscatto non dipende dagli altri, ma parte esclusivamente da se stessa. La dimostrazione, in fondo, che un libro non è mai solo carta e inchiostro, ma qualcosa che ci tocca nel profondo dei nostri sentimenti. Questo messaggio intenso ha travolto Pontremoli, dove la scrittrice milanese ha trionfato conquistando la statuetta del “San Giovanni di Dio”, simbolo dei librai pontremolesi.

Con questa vittoria, il nome di Lorenza Gentile si unisce a un albo d’oro leggendario che vanta giganti della letteratura come Ernest Hemingway, Boris Pasternak, Isaac Singer, Umberto Eco, Andrea Camilleri, Enzo Biagi e tanti altri. “È il romanzo di una ragazza che cerca sempre risposte dagli altri per trovare una sua collocazione nel mondo”, ha spiegato l’autrice dal palco. “Ma ad un certo punto capisce che deve imparare a salvarsi da sola, a farsi le domande giuste e a trovare le risposte dentro di sé”. Un manifesto di autodeterminazione che ha convinto i librai con il verdetto che è arrivato al termine dello spoglio pubblico guidato dal notaio Sara Rivieri.

La serata finale, condotta con ritmo e sensibilità dall’attrice Chiara Buratti, ha offerto un fitto confronto a sei con gli autori finalisti, trattando della trama dei libri in concorso ma intrecciandosi anche sui temi caldi della letteratura contemporanea e il ruolo cruciale dei librai sul territorio. A rendere l’atmosfera unica è stata proprio la presenza sul palco di Omar Pedrini. Il cantautore ha impreziosito l’evento cucendo una colonna sonora su misura per la sestina, eseguendo un brano specifico per ciascun libro e creando un emozionante ponte tra parole e note.

I numeri dello spoglio fotografano un netto gradimento per la vincitrice: il romanzo di Lorenza Gentile ha dominato la competizione con ben 181 preferenze. Al secondo posto si è classificata Felicia Kingsley con il bestseller “Scandalo a Hollywood” (Newton Compton Editori), che ha raccolto 150 voti. Sul terzo gradino del podio è salito Gianlivio Fasciano con “Mi chiamo Ruggine” (Castelvecchi), che ha convinto 125 giurati. A completare la sestina dei finalisti: Annalisa Menin con “L’Anna che verrà” (Giunti, 119 voti), Roberta Recchia con “Io che ti ho voluto così bene” (Rizzoli, 114 voti) e Paolo Ruffini con “Io sono perfetto” (La Nave di Teseo, 109 voti). Il sindaco di Pontremoli, Pier Camillo Cocchi, e il presidente della Fondazione Città del Libro, Ignazio Landi hanno voluto rimarcare il valore culturale della sestina, sottolineando che in un contesto simile tutti i finalisti condividono la vittoria.
Sul podio più alto, hanno ricordato, salgono idealmente la letteratura e l’instancabile lavoro dei librai. Un concetto ripreso e sigillato dai ringraziamenti finali di Lorenza Gentile, visibilmente commossa davanti alla piazza gremita “Questo premio appartiene ai librai, che portano le storie tra le mani delle persone ogni giorno”. Il prossimo appuntamento con il Premio Bancarella è ora per il 12 settembre con la 63a edizione del Bancarella Sport.
(Riccardo Sordi)
Un fitto programma di manifestazioni collaterali

La proclamazione del vincitore ha rappresentato solo la punta dell’iceberg della manifestazione. Dal 23 al 26 luglio, la 74ª edizione del Premio è stata anticipata e accompagnata da un fitto palinsesto di eventi collaterali. è stata la musica a fare da apripista a partire da giovedì sera, con l’esibizione del gruppo degli “Ho perso l’Hammond”, che hanno trascinato gli ascoltatori in una cavalcata tra brani classici dei cantautori italiani e non solo.
Si è replicato poi la sera successiva con l’esibizione della Glenn Miller Band – Corpo Bandistico di Bedonia, diretta dal Maestro Daniele Cacchioli, che ha proposto un repertorio coinvolgente e variegato, nel segno dello spirito musicale che si richiama alla figura del grande Glenn Miller. Sabato sera si è compiuto un vero e proprio viaggio con Michelangelo Ferri che ha presentato il suo libro “Carlo Taddeucci – Pianista e Compositore (1845-1873)”, la storia di un talento lunigianese che ha incantato l’Europa nell’Ottocento. E subito dopo la musica ha preso la parola con il concerto al pianoforte di Stefano Adabbo.
Ma oltre alla musica il cuore pulsante delle giornate di vigilia del Bancarella è stato il fitto programma di incontri con gli autori. Tra gli appuntamenti più seguiti la presentazione del saggio “La leadership per tutti” (San Paolo Edizioni) di Gigi De Palo, intervistato dal demografo ed ex presidente Istat Giancarlo Blangiardo. Grande calore e partecipazione anche per il ritorno a casa della scrittrice pontremolese Silvia Dai Prà, che ha presentato in anteprima il suo ultimo romanzo “Brillare” (Mondadori), un racconto profondamente legato alla memoria e all’identità delle Alpi Apuane. Spazio anche alla narrativa di Franco Chiggari con “La luce del primo mattino” (Fazi Editori), che ha dialogato con Stefano Zanetto. Spazio anche all’arte con la mostra personale del maestro Matteo Nebuloni, la e la rassegna Archive Selection nello spazio Nogallery di Via Garibaldi. (r.s.)



