La cipolla di Treschietto potenziale volano per l’economia del territorio?

Lo dimostrerebbe il successo della recente sagra

Il gruppo degli organizzatori della Sagra della Cipolla (Foto Lunigiana World)
Il gruppo degli organizzatori della Sagra della Cipolla (Foto Lunigiana World)

La cipolla di Treschietto nel corso di questi ultimi anni di strada ne ha fatta tanta, infatti grazie alla particolare dolcezza è divenuta la “regina” della tavola lunigianese. Non, quindi, una “cipolla fra le tante”, ma la “cipolla per eccellenza”. Come del resto ha dimostrato il successo della tradizionale sagra delle cipolle che si è svolta nei primi week end di maggio, manifestazione che ha celebrato i suoi 50 anni di vita e che è uno dei punti di forza delle attività del Circolo “La Torre” e del Comitato “Valorizzazione della cipolla”, guidato da Cristina Marconi, che rappresentano l’anima di Treschietto.

Essendo le finalità di un Circolo volte a promuovere socialità, scambio intergenerazionale, cultura, volontariato il presidente Ermanno Sarti ci dice: “Collaboriamo con le iniziative della chiesa parrocchiale con donazioni avendo a disposizione la canonica, fornita di cucina funzionale, ed il piazzale dove viene posizionata la tensostruttura durante la Sagra che, anche quest’anno, si è svolta nei primi due weekend di maggio. Procederemo, a breve, alla costruzione dei bagni pubblici in un’area confinante con la chiesa per dare servizi più completi alle tante persone che arrivano a Treschietto per la Sagra che ha registrato un pubblico variegato proveniente anche da regioni lontane”.

Nel corso della sagra sono stati oltre duemila i coperti serviti con un ricco menù: cipollata (insalata di cipolle con tonno e legumi), torte, barbotte cotte nei testi per renderle più croccanti, fino ai “bignè” con il ripieno di crema “cipollosa”. Una carrellata di piatti preparati dalle cuoche del luogo, con il supporto della Ditta “Caterina Sarti” e dei “Fratelli Malatesta” che hanno fornito le cipolle fresche. “Un particolare ringraziamento – sottolinea Sarti – va ai giovani dell’intera vallata, velocissimi nel servire con l’aiuto della tecnologia. Ragazzi con grande voglia di fare a cui vorremmo passare le tradizioni. Per rendere più bello il nostro borgo provvederemo al restauro delle vecchie fontane contando pure sull’impegno di Paolo Marconi, proprietario dell’oratorio San Bernardo a cui siamo legati”.

Ma non si possono dimenticare le difficoltà come le “sortite” degli animali. Per il sindaco Guastalli la cipolla può rappresentare un’opportunità per i giovani
La cipolla di Treschietto (foto Lunigiana World)
La cipolla di Treschietto (foto Lunigiana World)

Questo profondo legame con la tradizione e il successo della festa popolare affondano le radici nel suggestivo borgo bagnonese, dove già gli antenati avevano scoperto la tipicità del bulbo, tanto da coltivare le cipolle in ogni piccolo appezzamento di terreno, in dialetto, “brasia”, reso più fertile da concimi naturali ed irrorati dalle limpide acque dei torrenti Acquetta e Tanagorda.

Ogni bulbo viene selezionato a mano ed ogni seme custodito con cura rispettando i ritmi della natura. Le piantine, ieri come oggi, vengono coperte con rami di felci per difenderle dai raggi del sole. Ma non mancano le difficoltà. “Abbiamo problemi con gli istrici – dice ancora Sarti – roditori notturni, erbivori che si nutrono di radici, tuberi, bulbi. Non temono recinzioni perché sono bravissimi a scavare danneggiando le coltivazioni”.

Tuttavia, “un prodotto di nicchia, come la cipolla treschiettese – chiosa il sindaco di Bagnone Giovanni Guastalli – deve creare ulteriori opportunità per l’economia agricola locale impegnando più coltivatori capaci di incentivare filiera e commercio, mantenendo canoni antichi, ma guardando ai nostri giovani per i quali ci sono finanziamenti ad hoc per avviare nuove coltivazioni, seppur in appezzamenti di terreno ridotti”.

Ivana Fornesi