Spettacolare demolizione degli archi di sostegno al viadotto Gravagna

Sulla A15 con esplosioni controllate nelle notti del 19 e 20 giugno

Il viadotto di Gravagna prima delle esplosioni (Foto: Salt – Autocisa – ASTM spa)
Il viadotto di Gravagna prima delle esplosioni (Foto: Salt – Autocisa – ASTM spa)

Cadono gli archi metallici di sostegno dell’impalcato messi in opera una trentina di anni fa per rinforzare il viadotto di Gravagna sull’autocamionale della Cisa. Le spettacolari immagini delle esplosioni notturne del 19 e 20 giugno sono state visionate sui principali social e riprese dai principali media nazionali e mostrano il momento degli scoppi delle cariche predisposte ad arte e il successivo, immediato crollo delle strutture. Un’operazione complessa, che ha richiesto lunghe settimane di lavoro, preparata con il taglio delle travi della corsia nord, quella che dell’autunno scorso è chiusa al traffico, e da realizzarsi senza danneggiare né la carreggiata adiacente né le pile, alte fino a 54 metri, che devono essere preservate per reggere il nuovo impalcato.

Il momento delle esplosioni sugli archi del viadotto di Gravagna (Foto: Salt – Autocisa – ASTM spa)
Il momento delle esplosioni sugli archi del viadotto di Gravagna (Foto: Salt – Autocisa – ASTM spa)

Finalmente la scorsa settimana, con il tratto Berceto-Pontremoli chiuso al traffico, il via alle detonazioni riprese e divulgate dalla stessa società concessionaria della A15. Nella spettacolare e delicata operazione hanno lavorato una sessantina di persone tra tecnici e operai e sono stati impiegati più di quattro quintali di esplosivo; per minimizzare l’impatto della caduta delle pesanti strutture metalliche, nel terreno alla base del viadotto erano state create delle montagnole posizionando circa tremila metri cubi di materiale inerte.

Il momento delle esplosioni sugli archi del viadotto di Gravagna (Foto: Salt – Autocisa – ASTM spa)
Il momento delle esplosioni sugli archi del viadotto di Gravagna (Foto: Salt – Autocisa – ASTM spa)

Il progetto, come noto, prevede la totale demolizione (ma sarebbe meglio dire lo smontaggio pezzo per pezzo) e ricostruzione degli impalcati delle due carreggiate: quello in atto si prolungherà ancora per molti mesi. Una volta ultimati i lavori di ricostruzione del viadotto toccherà alla carreggiata gemella, quella in direzione sud che attualmente sopporta tutto il traffico. I veicoli, infatti, al momento transitano sulle tre corsie disegnate sull’unica carreggiata agibile: si tratta di una sorta di corsie “mobili”, adattabili a seconda del traffico veicolare previsto così che quello più intenso possa essere di volta in volta instradato su due di esse agevolando il deflusso nella direzione prevalente. Con il taglio e la rimozione degli archi il cantiere è giunto ormai a circa metà del programma di lavori previsto dalla fase 1 che ora proseguirà con la seconda parte della demolizione dell’impalcato per terminare poi con quella dei pulvini (cioè gli elementi di connessione tra l’implacato e la pila) e delle teste delle pile stesse. Si passerà poi alle fasi 2 e 3, entrambe dedicate alla ricostruzione vera e propria della carreggiata nord al termine delle quali questa potrà essere riaperta al traffico, presumibilmente nella prossima primavera.

(p. biss.)