
Tre serate con tanto pubblico e argomenti di grande interesse per conoscere e riflettere sul nostro presente: si è concluso domenica scorsa, 2 agosto, il quarto “Festival della Scienza in Lunigiana” ad Arzengio che ad ogni conferenza ha visto il “tutto esaurito” nei pur ampi spazi del sagrato della chiesa parrocchiale. Conferenze entrate ormai di diritto nel calendario dell’estate lunigianese, di forte richiamo e contenuti né banali né scontati, in genere esclusi dai megafoni televisivi e dagli ammiccanti salotti che popolano il nostro quotidiano.
Se la platea non è stata in grado di contenere tutti gli interessati nel primo appuntamento, venerdì 31 luglio con Willy Guasti (tema: “Com’era il mondo prima dei dinosauri?”), naturalista e divulgatore scientifico, sedie tutte occupate anche il 1° agosto per l’altro poliedrico naturalista, Alfonso Lucifredi (tema: “La vita avventurosa di Alfred Russel Wallace”) e per la serata conclusiva di domenica 2 agosto quando ad Arzengio è arrivato il genetista Guido Barbujani per svolgere un tema di grande significato: “Homo Sapiens, una specie migrante”.

Un argomento che caratterizza l’epoca sociale e politica che stiamo vivendo e che segna l’attualità: il nostro essere “umani” e la caratteristica di “popoli migranti” che è alla base della storia dell’umanità. Chi si ostina a parlare di “razze” dovrebbe informarsi e riflettere sui dati scientifici che dimostrano come “quello che siamo oggi dal punto di vista biologico è il frutto di continui rimescolamenti” come ha spiegato nell’esordio della sua conferenza il prof. Guido Barbujani, già presidente dell’Associazione Genetica Italiana.
Una storia iniziata in Africa, 7 milioni di anni fa, quando un nostro lontanissimo antenato ha “scelto” di scendere dagli alberi, spinto da un cambiamento del clima che stava modificando l’ambiente trasformando le foreste in savana, obbligando gli esseri viventi ad adattarsi. Una scelta compiuta in migliaia di anni, tutt’altro che facile: ma chi l’ha compiuta ha iniziato l’evoluzione, chi è rimasto sugli alberi non è andato oltre il suo essere scimpanzé.

Fra le tante specie umane che si sono susseguite nei milioni di anni dell’evoluzione quella dell’homo sapiens è l’unica ad essere sopravvissuta e questo grazie alla difficile conquista della posizione eretta, ad un cervello sproporzionato e alla straordinaria facoltà del linguaggio. Da quella vasta area dell’Africa Orientale, i nostri antenati 70mila anni fa hanno iniziato a colonizzare territori sempre più ampi attraverso il Medio Oriente e l’Anatolia, arrivando in Europa e nell’Estremo Oriente, in Siberia e, da qui, nelle Americhe.
Una strada lunga molte migliaia di anni, che ha portato quel popolo migrante a “conquistare” il mondo: sta a noi oggi avere la consapevolezza che tutti siamo migranti e figli degli stessi progenitori.
Il Festival della Scienza nasce da un’idea di “Farmacista della Parola”, organizzazione di volontariato fondata dalla dott.ssa Elena Accorsi con partner principale la Farmacia Buttini di Pontremoli, la collaborazione di associazioni come la Piccola Biblioteca di Arzengio, Farfalle in Cammino, Sigeric e vari partner istituzionali.
Paolo Bissoli



