Tra Reggio e Fivizzano: una mostra fotografica per un percorso di fede e storia
la Madonna di Reggio

Martedì 30 giugno, come da tradizione negli anni del decennale, a Fivizzano la venerata effigie della Vergine è stata traslata dall’altare maggiore della prepositurale-santuario in cui è custodita dal 1945, alla cappella del Sacro Cuore. Un gesto simbolico che racconta una vicinanza anche fisica della Madonna.
Le delicate operazioni, in considerazione della pesantezza e della fragilità della teca settecentesca, hanno richiesto l’intervento di sei uomini, guidati non solo dall’amore per la Vergine, ma dalle sapienti indicazioni apprese e tramandate di padre in figlio. Nella Cappella resterà fino alla festa dell’Assunzione di Maria in Cielo, perché possa essere segno di questo speciale anno di grazia.
Parallelamente, nella Biblioteca Civica “E. Gerini”, nel cuore di Fivizzano, ha preso il via un importante percorso espositivo che unisce fede, storia e identità territoriale. La mostra fotografica, rappresenta un vero e proprio viaggio antropologico e spirituale lungo gli antichi sentieri che collegano l’Emilia alla Toscana.
Oltre quattro secoli di devozione e miracoli sulla storica via di collegamento tra Fivizzano e Reggio Emilia: novantuno chilometri che pellegrini, viandanti e fedeli hanno percorso per generazioni per raggiungere il santuario nel reggiano, attraverso il Passo del Cerreto.  L’iconografia della Vergine, testimone dell’incessante flusso umano e spirituale, è replicata e diffusa su tele e formelle dipinte, che decorano interni di chiese e oratori, ma anche bassorilievi in marmo, testimonianze indelebili di una fede che si fa materia.
Tante sono le maestà, edicole e pilastrini che si trovano ancora oggi nei campi, lungo le mulattiere o incastonate nella roccia viva e che raccontano un legame antico e consolidato con il territorio. I manufatti, oltre a possedere un indubbio valore artistico che arricchisce il paesaggio rurale della Lunigiana, assumono un profondo significato spirituale quali punti di sosta, preghiera e protezione per chi affrontava il duro viaggio attraverso l’Appennino.
La mostra rimarrà aperta in un luogo che già di per sé racconta la secolare storia culturale di Fivizzano e che oggi torna a farsi custode di una memoria collettiva mai spenta. Sono i volontari del Venerabile Gonfalone della Misericordia di Fivizzano a garantire l’apertura della mostra tutte le mattine dalle 10 alle 12, mentre nelle giornale di mercoledì, venerdì e nel fine settimana sarà aperta anche nel pomeriggio dalle 16 alle 18.