Il Consiglio comunale di Aulla unanime: no al CPR ovunque

La maggioranza adotta, con lievi modifiche, la mozione della minoranza di Idee in Comune. Comune e Provincia impegnate per il no al CPR.

L’area dell’ex polverificio di Pallerone dove dovrebbe sorgere il contestato Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR)
L’area dell’ex polverificio di Pallerone dove dovrebbe sorgere il contestato Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR)

Una sostanziale unità, raggiunta al termine di un consiglio comunale serratissimo, su un punto esplicito: no ai CPR ovunque. Con l’impegno dell’Amministrazione a farsi promotrice in provincia di una ferma contrarietà politica e tecnica all’individuazione di Pallerone come sito per un ipotetico Centro di Rimpatrio.

È questa la posizione unanime emersa ad Aulla al termine dalla seduta consigliare del 20 maggio scorso. Come nella precedente, infuocata assise di fine aprile, la sala consigliare era stipata di cittadini, in un clima di tensione tra maggioranza e opposizione. Il sindaco Roberto Valettini, che nel consiglio precedente aveva dato per quasi certo un suo incontro diretto con il Ministro Piantedosi, ha ribadito la sua linea: incontri istituzionali a Roma, a cui partecipare con un membro della minoranza, forte della contrarietà di Regione e Provincia, ipotesi di ricorsi amministrativi al Tar sulla base di considerazioni tecniche e urbanistiche.

Come nel consiglio precedente l’opposizione ha ribadito le sue critiche: «sperare di fermare il Ministero solo con le inidoneità tecniche – ha attaccato il capogruppo di minoranza Filippo Coppelli – è un illusione: i vincoli governativi si cancellano in un attimo». È sulla base di ciò che l’opposizione ha chiesto una “barricata politica”, accusando Valettini di essere sceso ad un compromesso in sede di consiglio provinciale per non scontentare la maggioranza di centrodestra che lo ha portato al vertice di Palazzo Ducale. Sul tavolo del consiglio c’erano due mozioni, una di maggioranza e una di minoranza, sulle cui posizioni era allineata anche la consigliera di maggioranza Amorfini.

Una nota ufficiale di totale contrarietà all’opera è stata trasmessa al Ministro dell’Interno. Ma Piantedosi da Trento fa sapere: sui Centri di Rimpatrio si andrà avanti senza esitazione.

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

Alla fine, ad essere approvata è stata la mozione di minoranza, emendata in modo da ridefinire l’impegno dell’Amministrazione comunale a farsi promotrice in Provincia di una ferma volontà contraria al CPR, sia dal punto di vista tecnico che, soprattutto, politico. Sulla base della mozione di minoranza emendata, è stata trasmessa una nota ufficiale di totale contrarietà all’opera direttamente al Ministro dell’Interno. Concilianti le dichiarazioni del capogruppo di maggioranza, Schianchi: «una quadratura su una linea chiara, su questa battaglia non potevamo dividerci». Parole in linea con la ricerca da parte della componente della maggioranza espulsa dal PD dopo le elezioni provinciali di mostrare posizioni coerenti con una posizione di centrosinistra.

Ma indubbiamente è l’opposizione di Coppelli e Magnani ad uscire politicamente vincitrice dal consiglio. La lista di Idee in Comune si è vantata di avere «messo in luce l’incongruenza della condotta del primo cittadino» e parlando di una maggioranza «indotta a ritirare la propria mozione, per far convergere tutti sul documento presentato dalla minoranza che mette fine a mesi di ambiguità». Una posizione, quella della maggioranza, che per Idee in Comune «sconfessa l’evidente incoerenza dell’astensione espressa in sede provinciale da parte dei rappresentanti del Comune di Aulla (Valettini e Tortoriello, ndr)».

La questione del Centro di Rimpatrio ha quindi assunto i connotati dello scontro politico generatosi dopo l’elezione di Valettini a Massa: uno scontro che avrà un nuovo capitolo tra due settimane quando si rinnoverà il consiglio provinciale e Valettini potrebbe teoricamente trovarsi senza una maggioranza. Ma l’estrema “fluidità” a cui ci ha abituato la politica provinciale consiglia di non azzardare troppe previsioni: né sull’esito del voto dei consiglieri comunali e dei sindaci per il nuovo “parlamentino” provinciale, né sulle posizioni che verranno prese rispetto al CPR.

Di certo c’è solo che, a un anno dalle elezioni politiche, il governo ha fretta di dare nuove risposte sull’emigrazione: sabato scorso, a Trento, il Ministro Piantedosi ha dichiarato, nonostante i cortei di protesta, che sul locale CPR si andrà avanti senza indecisioni. Accadrà lo stesso per Pallerone?

(Davide Tondani)