Martedì 11 febbraio Giornata del Malato: la celebrazione diocesana ai Quercioli di Massa

Martedì 11 febbraio, memoria della B.V. di Lourdes, la Chiesa celebra la 33.ma Giornata Mondiale del Malato, intitolata “La speranza non delude” (Rm 5,5), come sottolinea il Messaggio che il Papa ha scritto per l’occasione.
La celebrazione diocesana si terrà a Massa, alle ore 15.30, nel Santuario dei Quercioli e sarà presieduta dal vescovo Mario.

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L’11 febbraio, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, coincide con la Giornata mondiale del Malato.
La “Speranza non delude e rende forti nella tribolazione”. Questo il nucleo centrale della suddetta Giornata. Fra il peso della sofferenza e la forza della vita c’è uno stretto confine. E’, infatti, quella sottile terra di nessuno in cui ci ritroviamo, specialmente nell’incedere degli anni, sempre più spesso.
Quando? Ogni volta che incontriamo il peso delle malattie, nostre ed altrui, a cui vorremmo dare risposte “logiche”.
La sofferenza è tanta. A volte è clamorosa, manifesta, gridata e si impone anche sui social. Molto più spesso è silente, nascosta e si consuma nell’ombra. Soffre la donna per le doglie del parto, anche se subito alleggerite dalla gioia e dal dono di una nuova creatura.
Soffre chi è affetto da malattie gravi e degenerative ; chi entra nel tunnel della depressione ; chi è solo e non amato da nessuno

Un elenco interminabile, purtroppo … così come soffrono le persone che assistono i propri cari nel calvario del dolore. Ed è proprio nell’ora della prova, in cui sperimentiamo la fragilità di essere creature, che avvertiamo il bisogno di un sostegno più forte e grande : quello di Dio che, in Gesù, ha condiviso le nostre sofferenze. Non ci abbandona anche quando ci sembra lontano e assente, tanto da sorprenderci con il dono di una tenacia che da soli non avremmo mai trovato.
E’ allora che la malattia, che nessuno vorrebbe, diviene occasione di incontro e di interiore crescita. Il dolore porta con sé un mistero di salvezza perché fa sperimentare l’amore di chi ci vuole davvero bene e quella consolazione che solo il Signore può donare.
La speranza vera è un dono che viene dal Cielo per cui è un valore essere “pellegrini di speranza” per un grande “Sì”.
Sì all’affetto delle persone care, all’amicizia, alla condivisione, alla solidarietà. Sì alle cure palliative, alla ricerca, agli interventi che consentono di vivere meglio, anche se con imperfezioni fisiche. Sì agli “angeli” della speranza : medici, ricercatori, infermieri, volontari…
Un solo netto “no”. A tutto ciò che rende l’uomo simile ad un oggetto, ad una merce, a un ingombro. Da un lato la sofferenza. Dall’altro la forza, anzi la fortezza, di chi vive la malattia a testa alta. Divenendo persino “pellegrino di speranza”.   

Ivana Fornesi