Ponte di Albiano: si riapre l’ipotesi delle rampe

Mentre è stato nominato il nuovo commissario straordinario per la ricostruzione: Fulvio Maria Soccodato

Fulvio Maria Soccodato, il nuovo commissario straordinario per la ricostruzione del ponte di Albiano
Fulvio Maria Soccodato, il nuovo commissario straordinario per la ricostruzione del ponte di Albiano

Fulvio Maria Soccodato, dirigente Anas, è il nuovo commissario straordinario per la ricostruzione del ponte di Albiano sul fiume Magra, crollato lo scorso 8 aprile. Il decreto di nomina è stato firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte su proposta della ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli. Quindi la scelta, dopo l’uscita di scena di Enrico Rossi (in quanto non più Governatore) non è stata indirizzata, come molto si aspettavano, sul suo successore, ovvero Eugenio Giani, o come seconda ipotesi, sul sindaco di Aulla, Roberto Valettini. La ministra ha invece preferito affidarsi ad un tecnico bypassando la politica.

Un immagine dall'alto dell'area del ponte crollato
Un immagine dall’alto dell’area del ponte crollato

Intanto, ennesimo colpo di scena, è arrivato il via libera alle rampe sulla autostrada A12 per collegare la strada interna dopo che il parere del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici sembrava averne compromesso la fattibilità. Ed invece durante un incontro tra la ministra De Micheli, i parlamentari spezzini e il presidente della Provincia della Spezia Pierluigi Peracchini, sembra sia emersa la volontà di percorrere questa strada. “Noi la soluzione l’avevamo data già da tempo – sottolinea Peracchini – ed è positivo che vi sia la conferma della volontà di seguire la linea della realizzazione delle rampe autostradali sull’A12. In questa fase auspichiamo un ruolo della Provincia della Spezia, anche in funzione di coordinamento con le esigenze del territorio spezzino, specialmente quando si propone l’ipotesi di individuare la figura di un sub commissario. È finalmente chiaro he le rampe sono una risposta credibile: in un mese si realizzano e possono garantire, almeno temporaneamente, di superare il problema del ponte crollato. Ma serve fare presto anche perché l’inverno incombe, e oltre al disagio c’è la questione della sicurezza. Il fiume è pericoloso in quel tratto, non per un supposto ed ipotetico rischio, ma per una criticità certa”. (r.s.)

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