Mirko Balestracci, un lunigianese in mezzo al sogno dello Spezia

Nello staff medico della formazione allenata da Vincenzo Italiano che sta affrontando il suo primo storico campionato di serie A

I due “filattieresi” in forza allo Spezia. Mirko Balestracci (sin.) nello staff medico e il centrocampista Giulio Maggiore
I due “filattieresi” in forza allo Spezia. Mirko Balestracci (sin.) nello staff medico e il centrocampista Giulio Maggiore19

La vicinanza con Spezia, fa sì che ci sia un legame profondo tra la squadra ligure e la Lunigiana. C’è senza dubbio in termini di tifoseria, ma anche di contributo effettivo, ad esempio con il calciatore Giulio Maggiore, di origini filattieresi che uno dei cardini del centrocampo dei bianconeri. Ma ci sono altre presenze lunigianesi magari meno sotto le luci della ribalta ma che dietro alle quinte stanno dando il loro prezioso contributo per questa squadra che è arrivata in Serie A e che, dopo le prime giornate della massima categoria, sembra avere tutte le intenzioni per rimanerci. Anche in questo caso stiamo parlando di un filattierese, ovvero Mirko Balestracci, che dopo un passato come giocatore con la maglia della Pontremolese (di cui è stato anche nello staff dirigente) oggi viaggia tra gli stadi più importanti d’Italia con lo staff medico dello Spezia, addetto al recupero degli infortunati per il mister Vincenzo Italiano. “A Pontremoli sono cresciuto come calciatore, ma anche come uomo – racconta lo stesso Mirko Balestracci – ero un centrocampista, poi ho fatto anche il preparatore atletico e il direttore tecnico del settore giovanile. Siamo promossi l’anno in cui ero diventato responsabile della prima squadra”. E poi la chiamata dalla Liguria “Quando è arrivata l’offerta dello Spezia ho detto subito di sì. – prosegue Balestracci – non avrei mai potuto chiedere di meglio. Neanche nei sogni più belli avrei potuto disegnare un’esperienza simile. Mi trovo benissimo sia dal punto di vista umano che professionale”. Del resto la commistione tra sport e lavoro era ben chiara nei progetti di Mirko che si laurea alla facoltà di Scienze Motorie presso l’Università di Parma per poi specializzarsi in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive ed adattive all’Università di Pisa.

Mirko Balestracci, ai tempi in cui era giocatore della Pontremolese
Mirko Balestracci, ai tempi in cui era giocatore della Pontremolese

Proprio grazie alle competenze acquisite in queste discipline, per lui si aprono le porte del centro FK di Aulla di Riccardo Contigliani, già membro di staff tecnici importanti, grazie al quale inizierà la collaborazione con lo Spezia, lasciando il calcio giocato. “Ho sempre avuto la passione per le scienze motorie. La frattura dello zigomo sinistro nel 2017 ha sicuramente aiutato a prendere la decisione di smettere. Ma non sono gli infortuni a far terminare una carriera, sono le decisioni dei giocatori a farlo. Lo dico sempre ai ragazzi con cui lavoro. Anche perchè, da vero sportivo, il giorno dopo la frattura ero già al campo con la mascherina pur di giocare. Quando ho iniziato a lavorare con FK mi si è aperto un mondo”. Nel giro di pochi mesi, la sua vita professionale ha visto importanti traguardi frutto del lavoro e della passione: “Quando arrivano i risultati gira sempre tutto bene. L’anno scorso dopo la sconfitta di Pescara sembrava tutto infranto. Ma da quel momento si è creata un’unione di intenti. Tutti hanno fatto la loro, a partire dal direttore Angelozzi che è stato bravissimo nel costruire qualcosa di speciale. C’è sempre stato dialogo, lo staff tecnico collaborava con quello medico e tutti si parlavano per orchestrarsi. I risultati sono anche mix di fattori fortunosi, ma noi siamo stati bravi a mettere i ragazzi nelle condizioni di raggiungerli”. Sugli artefici della promozione poi aggiunge: “Il mister è straordinario, su un altro livello. E lo sta dimostrando in queste prime partite di Serie A. Ci davano tutti per spacciati, ma stiamo giocando bene, stiamo dicendo la nostra. Ci sono ragazzi splendidi in spogliatoio. Come Paolo Bartolomei: un esempio per tutti gli sportivi. Lui è partito da Massa in Eccellenza ed è arrivato a meritarsi la Serie A. Il primo ad arrivare al campo e l’ultimo ad andare via, per davvero”. Una pagina, quella della promozione, indelebile nella storia calcistica degli appassionati di Spezia: “Non me ne sono reso conto subito. – racconta Balestracci – Essere nella storia di una città come Spezia è bello. Il giorno della finale la tensione era a mille, peccato per gli spalti vuoti. Il salvataggio finale di Vignali ci ha fatto esplodere. Non avevo mai neanche sognato delle emozioni così. Siamo stati bravi tutti, direttore, staff, magazzinieri, giocatori. Tutti. Era un qualcosa che andava festeggiato, nelle dovute maniere che noi non possiamo stabilire. Rimarrà negli anni”. Ora continua il cammino in serie A con la possibilità di confrontarsi con il gotha del calcio e stringere le mani a vere e proprie leggende “Già in Serie B ho avuto il piacere di incontrare campioni del mondo come Nesta, Oddo o Inzaghi. Adesso, mi piacerebbe incontrare Andrea Pirlo, l’ho sempre ammirato quando giocavo. Se capiterà, allo Juventus Stadium sarà un’emozione inconrarlo. Noi, nel frattempo, dobbiamo continuare a sfruttare l’entusiasmo della promozione. Continuare con l’alchimia che abbiamo. L’approccio è giusto. Il mister è bravo e si vede che c’è qualcosa di grande dietro al lavoro. Faremo bene”.

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