C’è ancora da attendere per collegare Albiano ad Aulla via autostrada

Dalla ministra De Micheli in visita ad Aulla nessuna notizia certa sui tempi di costruzione delle rampe e del nuovo ponte 

Un momento dell'intervento della ministro Paola De Micheli all'interno del palazzo comunale di Aulla
Un momento dell’intervento della ministro Paola De Micheli all’interno del palazzo comunale di Aulla

Chi si aspettava dalla venuta ad Aulla della ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli l’annuncio di cantieri operativi e tempi di realizzazione per rimediare ai disagi provocati dal crollo del ponte della Bettola è rimasto deluso: vuoi perché a 5 mesi dal disastro è tempo di trovare soluzioni ai problemi degli albianesi e al collasso della viabilità di tutta la media val di Magra; vuoi perché sotto elezioni non è infondato aspettarsi atti di celere concretezza da parte di chi amministra o governa. Invece nulla di tutto ciò. La ministra, nella sala consigliare del Comune di Aulla, lo scorso 10 settembre, ha ascoltato appelli e critiche dei residenti di quella che è oramai di fatto una enclave toscana in terra ligure, ha ammesso che i tempi di nomina del commissario straordinario Enrico Rossi, che tra poco meno di due settimane non sarà più presidente della Regione, sono stati eccessivamente lunghi e ha parlato di progetto definitivo di nuovo ponte, realizzabile in 10 mesi, ma senza una data di inizio lavori. Soprattutto, non c’è una data per l’avvio dei cantieri delle famigerate “rampe” che dovrebbero collegare provvisoriamente Albiano all’A15, rispetto alle quali Rossi, nel corso dell’estate, aveva parlato di inizio lavori a metà agosto, perché occorre seguire l’iter della valutazione di impatto ambientale (Via) e, notizia di questi giorni, è necessaria una delibera del consiglio comunale che dovrà consentire la costruzione di uno dei due raccordi in area attigua al cimitero frazionale.

L'ingresso della De Micheli al palazzo comunale, con al fianco il sindaco di Aulla, Roberto Valettini
L’ingresso della De Micheli al palazzo comunale, con al fianco il sindaco di Aulla, Roberto Valettini

Tempi incerti anche per il dissequestro dei ruderi del ponte crollato l’8 aprile, da parte della Procura della Repubblica di Massa: i tempi biblici degli inquirenti fanno a pugni con le esigenze dei cittadini danneggiati e con il rischio idraulico. L’innalzamento del Magra in occasione delle piogge di fine agosto è stata una anticipazione di cosa potrebbe accadere a ottobre. In attesa dell’incidente probatorio che consentirebbe di liberare l’alveo, le macerie del ponte sono state lo scorcio di paesaggio più fotografato dell’estate lunigianese. I problemi degli albianesi sono destinati a durare a lungo, dunque: 40 minuti di scuolabus per i bambini di Caprigliola che devono raggiungere la scuola primaria “Ghandi” di Albiano; molti di più quelli necessari per i piccoli albianesi che dovranno raggiungere le scuole medie di Aulla. Analoghe preoccupazioni riguardano il 118 e i vigili del fuoco. E in caso di chiusura della provinciale spezzina della Ripa per piogge copiose, per attraversare il Magra non rimane che la tortuosa strada Bolano – Podenzana, ripristinata in estate con fondi della Regione Liguria, che ha fatto dei circa 800 metri di asfalto su una strada a forte rischio frane la bandiera elettorale della destra di Toti contro l’operato della giunta toscana di centrosinistra. (Davide Tondani)

Incontro elettorale o visita istituzionale? Una promiscuità dannosa

De Micheli love AlbianoL’assenza di un cronoprogramma per togliere dall’isolamento Albiano ha scatenato le reazioni negative della destra sia ligure che toscana nei confronti della ministra del PD. Ma oltre che sui contenuti, critiche accese si sono concentrate sui modi e sulla forma della visita aullese della De Micheli. Dal primo punto di vista desta perplessità che la ministra non sia stata a visitare la popolazione di Albiano, colpita direttamente dal disastro, e il sito del vecchio ponte: non lo ha fatto come non lo fece ad aprile, quando sembrava doveroso esserci, date le dimensioni del disastro, e la scena fu occupata da una lunga lista di politici senza alcun ruolo operativo presenti in loco nonostante il lockdown e tornati successivamente a fare propaganda, a partire da Salvini. Anche la forma della visita aullese è stata a dir poco infelice: ospitata in una sala consigliare arredata di manifesti della campagna elettorale democratica per le elezioni regionali, alla presenza dei quattro candidati PD della provincia e di Manenti, segretario provinciale dello stesso partito, la visita della ministra aveva del tutto le sembianze di un evento elettorale. Ma contemporaneamente, l’incontro riservato con il sindaco Valettini, quello con i rappresentanti della realtà albianese e la presenza in sala di tre sindaci in fascia tricolore (Filattiera, Fivizzano e Podenzana), trasmettevano l’idea di una ministra in missione istituzionale, le cui dichiarazioni sono state divulgati dal profilo Facebook istituzionale del Comune. Anziché organizzare due eventi distinti, uno istituzionale e uno elettorale, come accade spesso in occasioni di visite di ministri, si è optato per un’infelice promiscuità tra attività istituzionale e riunione di partito, replicando quanto accaduto lo scorso aprile, quando, due settimane dopo il crollo del ponte la titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti, in videoconferenza, anziché incontrare i rappresentanti delle istituzioni locali toscane e liguri coinvolte nel crollo, si riunì solo con esponenti del PD toscano, alcuni dei quali anche nel ruolo di rappresentanti istituzionali, e senza il coinvolgimento delle istituzioni liguri. Fu in quella sede che maturarono le linee guida – ahimè ancora inattuate – per la costruzione delle rampe provvisorie, sulle quali oggi la coalizione di Susanna Ceccardi e Giovanni Toti denuncia la situazione di stallo. L’onorevole De Micheli e i suoi interlocutori locali forse non hanno ben chiaro che in ballo non c’è solo il rispetto dovuto alla popolazione e alle istituzioni locali coinvolte, ma anche le divisioni che certe scelte determinano, minando quel consenso trasversale necessario a raggiungere l’obiettivo della ricostruzione. A maggiore ragione quando, dopo 5 mesi, nulla è ancora stato fatto.

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