Buone vacanze… nonostante tutto!

32editorialePrima settimana di agosto, ultimo numero prima della pausa estiva, pensiamo meritata, che ci terrà lontani per tre settimane: una scadenza naturale, di solito caratterizzata dalla gioia per i giorni di vacanze che in questo mese attendono un po’ tutti. Ma quest’anno… una precisazione che sta diventando una consuetudine abbastanza deprimente, tenuto conto di quanto abbiamo passato, di quello con cui stiamo ancora facendo i conti e di quello che in tanti temono con l’avvicinarsi dell’autunno.
Per triste che sia, però, è impossibile far finta di niente, come qualche incosciente (anche tra le alte sfere della politica) invita a fare. Resta molto critica la situazione sanitaria a livello mondiale e difficile a livello europeo e italiano: si sta viaggiando sul classico filo del rasoio.
Negativi sono tutti i parametri economici: è di questi giorni la valutazione resa nota dall’Istat che parla esplicitamente di un crollo “senza precedenti”, riferendosi al Pil del secondo trimestre: -12,4% rispetto ai primi tre mesi dell’anno e -17,3% confrontando il dato 2020 con quello del periodo aprile-giugno 2019. In cifre più comprensibili, abbiamo perso 50 miliardi di fatturato un po’ in tutti i comparti produttivi: dall’agricoltura, all’industria, ai servizi in generale.
La domanda, poi, marca un segno negativo sia a livello nazionale che estero. Dati così negativi non si registravano dal 1995, anno in cui l’Istituto di statistica ha iniziato a pubblicare le serie storiche. Può consolare (per la teoria del mal comune…) il fatto che anche gli altri “grandi” non navighino nell’abbondanza, così come le previsioni di un “rimbalzo” che potrebbe registrarsi già nel terzo trimestre: resta il fatto che il Paese si trova di fronte ad una situazione di emergenza che, lo abbiamo già scritto tante volte e non solo noi, dovrebbe chiamare tutti a comportamenti più responsabili.
Parlando in chiaro, sembra davvero un assurdo che, già da qualche tempo ma ancor più in queste settimane e con tutta probabilità nelle prossime, tutte le mosse della politica siano orientate alla scadenza elettorale regionale per rimettere in discussione gli equilibri fino ad oggi faticosamente mantenuti. Tutti pronti con il misurino per valutare e valorizzare qualche punto o addirittura qualche decimale che non modificherà gli schieramenti presenti in Parlamento ma darà nuova aria da friggere a chi non sa più portare argomenti seri nel dibattito che giustamente deve esistere tra le forze politiche.
Noi, ad ogni buon conto, vogliamo mantenere un po’ dell’ottimismo che la bella stagione porta con sé e se non siamo così ingenui da pensare che ci si possa ritrovare a settembre con tutti quei problemi risolti, tuttavia continuiamo a sperare che alla fine la ragione e l’interesse per il bene comune possano avviare una positiva inversione di tendenza.

Antonio Ricci

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