“Imparare da s. Fogola, missionario tra noi”

L’invito del vescovo Giovanni alla Veglia diocesana missionaria che si è riunita sabato scorso nella parrocchia della Madonna del Cavatore a Carrara: per tutto il tempo è stata esposta la reliquia del santo martire

40veglia_missionaria2019Il 30 novembre ricorre il centenario della promulgazione della lettera apostolica Maximum Illud, mediante la quale Benedetto XV diede slancio alla responsabilità missionaria. In occasione della ricorrenza, Papa Francesco ha indetto il ‘mese straordinario missionario’, durante il quale ogni battezzato è chiamato a rinnovare il proprio ‘sì’ al Vangelo e a divenire missionario nella vita di tutti i giorni perché, come il Pontefice ricorda nella Evangelii Gaudium: “l’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa”.
La sollecitudine pastorale di Benedetto XV e la vitalità missionaria espressa da Papa Bergoglio sono ben armonizzate nel titolo della Giornata Mondiale Missionaria celebrata il 20 ottobre: “Battezzati ed inviati. La Chiesa di Cristo nel mondo”.
Questo slogan ha suscitato un momento di riflessione anche nella nostra Chiesa locale che, sabato scorso, si è riunita per una veglia di preghiera nella parrocchia della Madonna del Cavatore a Carrara: “Un momento importante – ha ricordato Gianni Lazzarotti, direttore dell’ufficio missionario diocesano – per ritrovare il senso della nostra adesione di fede in Gesù, ricevuta gratuitamente con il Battesimo”, nel segno dei quattro strumenti indicati dal Pontefice nel suo messaggio: l’incontro personale con Gesù Cristo, la Parola di Dio, la preghiera personale e comunitaria.
38GMM-2019-manifesto-27DQuindi, Lazzarotti ha introdotto le testimonianze di suor Rosanna e di suor Pacifìque. Era il 1985 quando, per la prima volta, suor Rosanna è andata in missione: “Ho il ricordo di una emozione fortissima. Solo in quel momento ho capito di aver ricevuto un grande privilegio: aiutare il prossimo. Andare in missione mi ha fatto capire che c’è più gioia nel donare che nel ricevere. Le parole del Papa sono un monito importante: con il battesimo possiamo vivere esperienze impensabili ed è per questo che dobbiamo rinnovare ogni giorno le promesse battesimali e divenire portatori delle parole del Vangelo”. Tuttavia, il compito del missionario non è facile: “In missione si condivide e, a volte, si rinuncia.
Ad esempio – ha ricordato suor Rosanna – mi sono ritrovata in posti in cui, per giorni e giorni, dovevamo rinunciare all’acqua che, per noi missionari, oltre ad essere fonte di vita, rappresenta simbolicamente lo strumento per ripulirci da tutte le negatività e andare avanti per continuare a testimoniare con amore e fiducia la tenerezza di Dio per tutti i suoi figli”.
Per molto tempo Italia ed Europa sono state il luogo di partenza dei missionari. Oggi, però, tutto questo è mutato e a testimoniarlo è suor Pacifique, missionaria dell’ordine francescano, che, dal Rwanda, ha diffuso la parola del Vangelo nel mondo: “Come battezzata ho sempre cercato di mettere al centro del mio operato l’amore e la compassione per gli ultimi. Così, dopo la vocazione, sono partita come missionaria. Un fatto impensabile nel mio Paese natale, dove il missionario era solo l’europeo. Oggi, invece, è forte la consapevolezza che ogni membro della Chiesa è chiamato a far fiorire il battesimo ricevuto. Per questo, con la nostra presenza, anche nella diocesi di Massa Carrara-Pontremoli vogliamo testimoniare Cristo Risorto con la stessa semplicità che ci ha insegnato il nostro patrono san Francesco”. Il punto di partenza, quindi, è sempre il sacramento del battesimo. Così, i fedeli presenti sono stati invitati ad avvicinarsi al fonte battesimale per fare memoria del battesimo con il fratello vicino: un gesto concreto, pensato dagli organizzatori della veglia per rievocare l’importanza di questo dono di Dio che, come ricorda il Pontefice: “Ci fa appartenere a Dio e ci dona la gioia della salvezza”.
san_francesco_fogolaA concludere la serata sono state le parole di mons Santucci, il quale ha ricordato l’invito di Papa Bergoglio a riqualificare il senso evangelico della missione, celebrando la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. Infine, il Vescovo ha fatto proprio l’invito del Pontefice di “chiedere aiuto ai nostri santi. Farci guidare dal loro esempio, per scoprire e tentare nuove vie e per renderci protagonisti del nostro battesimo”.
Il pensiero di mons. Santucci si è poi rivolto a Santa Teresina del Bambin Gesù, patrona delle missioni, e a san Francesco Fogola, martire, ucciso a “fil di spada” in Cina all’alba del 1900. La sua reliquia, custodita con amore dalla comunità di Montereggio, suo paese natale, è rimasta esposta per la durata della veglia. Il Vescovo Giovanni, a conclusione del suo intervento, ha invitato i fedeli ad “ispirarsi alla vita di Fogola, per farlo tornare ad essere missionario tra noi, affinché il suo esempio possa aiutarci a vivere con consapevolezza e piena fiducia il battesimo ricevuto, unico mezzo per condurci alla verità che è Dio”.

E.G.

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