Dai giovani la spinta a trovare nuove vie per testimoniare il Vangelo

L’esperienza diretta del Sinodo e della “Christus vivit” al Convegno diocesano di Marina di Carrara

37convegno_pastorale_2019“Una Chiesa giovane non è la Chiesa dei giovani, ma è una realtà dove le generazioni dialogano, perché sono gli adulti che aiutano i giovani a crescere e a fare le scelte della vita”. Sono le parole di Gioele Anni, giornalista e giovane partecipante tra i 35 uditori al Sinodo dei Vescovi, celebrato nell’ottobre del 2018 in Vaticano, e intitolato “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.
Con il suo intervento al Convegno pastorale diocesano ha permesso ai presenti di cogliere la straordinarietà e l’importanza di un evento, quale è stata la XV Assemblea generale del Sinodo di un anno fa. Lungi dall’essere un incontro per “specialisti” di pastorale giovanile o una “convocazione d’emergenza” per colmare le lacune di una Chiesa che non riesce a coinvolgere le nuove generazioni, il Sinodo è stato soprattutto un “esercizio di profezia”, una sfida per vedere oggi i semi del Regno di Dio, in vista di un futuro da costruire, di cui i giovani sono la cartina di tornasole.
Erano numerosi i laici e i sacerdoti convenuti nella chiesa di Bassagrande, lo scorso 27 settembre, per l’annuale Convegno diocesano, i cui lavori sono stati aperti dal vescovo Giovanni. Cambiano i tempi e la vita, ha rimarcato il presule diocesano, ma non cambia il Vangelo né il contenuto della fede nel Signore Gesù trasmesso dagli Apostoli.
37convegno_pastorale_2019aL’evento del Sinodo deve essere dunque accolto, studiato, assimilato dalla pastorale diocesana perché è il tempo di passare alle proposte e di agire; il lavoro emerso sarà a disposizione soprattutto degli Uffici pastorali diocesani, che lo tradurranno in azioni pastorali concrete. “Piatto forte” del convegno è stata, poi, l’esperienza diretta del lavoro compiuto dai quasi 300 Padri sinodali, riportata da Gioele Anni. Prima di tutto l’approccio, non rinunciatario e pessimista, ma realista e profetico, così come indicato da Papa Francesco con l’espressione “frequentare il futuro”, ad indicare la capacità di osare progetti e visioni, per un domani da costruire giorno per giorno. Il percorso sinodale, iniziato dal Santo Padre nel 2016 con la scelta del tema dei giovani, è stato caratterizzato da numerose tappe, incontri, assemblee, seminari di studio con esperti, che hanno fatto scaturire prima l’Instrumentum Laboris, poi il Documento finale e infine l’Esortazione apostolica “Christus vivit”, composta con lo stile del “tu”, ad indicare lo sguardo di affetto, di comprensione e di ascolto con il quale il Papa ha guardato ai giovani.
35convegno_pastorale1È importante dunque uscire dalla “sindrome dell’assedio” e assumere uno sguardo nuovo sul tempo che stiamo vivendo e che stanno vivendo i giovani oggi. Secondo Anni, alcune parole-chiave danno la cifra di quello che è accaduto al Sinodo. Innanzitutto, “conoscenza”, perché ogni azione pastorale deriva dalla capacità di conoscere e interpretare i fenomeni sociali.
Poi “testimonianza”, vale a dire l’atteggiamento del cuore e della vita, che non deve essere un fatto cerebrale o intellettuale perché da questo punto di vista partiamo sconfitti nei confronti dei giovani.
E, infine, “rete”: è il tempo della collaborazione e dell’unione delle forze dei vari soggetti ecclesiali. Con questi “ingredienti” sul tavolo è iniziato il tempo dedicato ai gruppi dei vari settori di impegno pastorale, che hanno reso questo appuntamento diocesano un “convegno-laboratorio”, un cantiere aperto per un nuovo modo di curare la pastorale e non solo dei giovani.
“Abbiamo bisogno di muoverci come Chiesa – ha sottolineato don Maurizio Manganelli, responsabile diocesano della Pastorale Giovanile – è opportuno fare discernimento sulle scelte pastorali più opportune per trasmettere e ‘consegnare’ il Vangelo alle nuove generazioni”. Il messaggio scaturito dal Convegno lascia pochi dubbi; in questo ci giochiamo il nostro essere Chiesa missionaria: su quali linguaggi nuovi inventare, su come intercettare i giovani sulle strade della vita. (df)

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