La Filanda di Aulla: una fabbrica, un  quartiere, un mondo

Il grande insediamento industriale dagli inizi del ‘900 ha dato lavoro a migliaia di operai, in gran parte donne. L’Associazione “Fili di Juta” ne ha riscoperto la storia anche con il coinvolgimento degli studenti del liceo Classico Leopardi

38filandaUna grande moderna fabbrica ha segnato per quasi un secolo le fortune di Aulla e dintorni, fino a sostituire col nome di Filanda quella che per secoli era stata la località Ragnaia, così chiamata perché luogo umido dove svernavano uccelli migratori e, quindi, luogo di caccia con le reti.
Dagli inizi del ‘900 il grande insediamento industriale, gemello di un altro sorto alla Spezia, a Fossamastra, ha dato lavoro a migliaia di operai, in gran parte donne che per la prima volta, spesso ad appena 14 anni, sono diventate operaie, hanno contribuito in maniera determinante al mantenimento delle famiglie, alla stessa ricchezza di Aulla.
Non si mette abbastanza in evidenza che la caratteristica di centro commerciale di Aulla, già nota nel corso dei secoli per la felice posizione viaria, ha avuto incremento dalla presenza di una classe operaia con disponibilità di spesa maggiori della popolazione rurale circostante. La fabbrica è stata ed è ancora amata dalle superstiti “filandine” e dagli abitanti della zona che ne hanno ricordato con nostalgia anche l’organizzazione aziendale, con mensa, dormitorio per chi veniva da lontano,gite, colonie per i figli dei lavoratori e il mitico vino “Biondo Tevere” dei pacchi natalizi.
38filanda_Aulla_incontroCome è stato scritto, “ad Aulla si creò un primo vero tentativo di creare in Italia un sistema di Welfare all’interno di un’industria di Stato”. Certo ci sono stati anche i problemi non secondari di infortuni, patologie respiratorie e poi il drammatico bombardamento del primo dicembre 1943 con la tragica conta dei morti. A riscoprire la storia del mitico Jutificio è stata l’Associazione “Fili di Juta”, sorta per iniziativa, tra gli altri, di Claudia Bacci e Matteo Ratti, assieme ad ex dipendenti e abitanti della zona, ma di grande interesse è stato il coinvolgimento della classe prima B del liceo Classico Leopardi i cui studenti hanno realizzato un documentario di grande impatto emotivo, coadiuvati dalla professoressa Bacci e dalle ricercatrice Melania Sebastiani.
38filanda_telaiIl progetto del liceo aullese è stato presentato suscitando molto interesse, come ha ricordato Melania Sebastiani, alla seconda Conferenza Nazionale di Public History a Pisa e fruttuose sono state le ricerche di Melania presso gli archivi della Edison ed i magazzini del Centro per la Cultura d’Impresa , con immagini del celebre fotografo Bruno Stefani. È stato trovato anche un video degli anni ’20 di trenta minuti, conservato al Centro Nazionale Cinema d’Impresa, ma preziosa è anche la testimonianza della cronaca delle Suore di Santa Maria Ausiliatrice che hanno segnato, giorno dopo giorno gli accadimenti della fabbrica. Ancora oggi la nuova chiesa della Ragnaia è dedicata a Maria Ausiliatrice e proprio nei locali della chiesa sabato 22 settembre u.s. un pubblico foltissimo e attento, salutato dal sindaco Roberto Valettini.
Altre iniziative sono già in cantiere, a partire da una raccolta museale che renderà visibili concrete testimonianze di una grande storia, le uniche recuperabili, perché in quella sorta di dannazione della memoria che sembra caratterizzare Aulla, furono inspiegabilmente demolite (ed erano ormai edifici storici da tutelare) le case dell’ingresso dello stabilimento, così come nel dopo-alluvione fu frettolosamente e altrettanto inutilmente, demolito il vecchio distributore sulla Cisa, da poco studiato dal Politecnico di Torino.

(Riccardo Boggi)