Cancellata dall’esame di maturità la storia, scienza che ha come oggetto l’Uomo

39lager_AuschwitzL’ultima trovata nel susseguirsi continuo di riforme scolastiche è l’abolizione del tema di storia all’esame di maturità, comunicato con Circolare del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR) del 4 ottobre 2018 e con Documento di lavoro della Commissione presieduta dal linguista Luca Serianni, deliberata senza consultare gli storici, gli insegnanti e gli studenti.
Una lettera di protesta inviata al Ministro dal Coordinamento della Giunta Centrale per gli studi storici e dalle sei Società degli storici chiede con fermezza una rapida revisione della decisione e incontro immediato.
Si denuncia che “si tratta di un’immotivata novità che riduce di fatto la rilevanza della Storia come disciplina di studio in grado di orientare i giovani nelle loro scelte culturali e di vita. Svilire in questo modo la specificità del sapere storico nella formazione scolastica significa accelerare, forse senza rendersene conto, un processo già in atto di riduzione del significato dell’esperienza del passato come patrimonio di conoscenze per costruire il futuro”.
Nessuno fino ad ora aveva messo in discussione il ruolo di una disciplina complessa ma molto formativa dello spirito critico, utile e legittimata a formare una struttura mentale che sappia ragionare sui fatti, studiare le fonti documentali e bibliografiche e verificarle al vaglio del confronto e dello scambio delle conclusioni scientifiche, acquisire consapevolezza degli errori e dei danni per non ripeterli. Ricordiamo il sofferto monito di Primo Levi “ricordati che questo [lo sterminio degli ebrei] è stato”.
Una marginalizzazione dell’insegnamento della storia è avvertibile da qualche tempo: non più materia scelta dal Ministero per il colloquio orale dell’esame di maturità, riduzione delle lezioni negli Istituti Professionali, riduzione dell’organico storico nelle Università, dove gli storici insegnanti in pensione non sono sostituiti.
Ad essere maliziosi ma con sostanza di verità vien da dire che un cittadino fornito di conoscenza storica e di giudizio critico, di identità e senso di appartenenza non piace a chi mira a ridurre le libertà democratiche; è preferibile renderlo un suddito e un consumatore che dà retta agli slogan della propaganda e della pubblicità. Scriveva Marc Bloch, uno dei grandi della preziosa Scuola de “Les Annales” di Strasburgo, ebreo partigiano e vittima del nazismo: l’oggetto della storia è l’Uomo: essa è una delle Scienze Umane e il mestiere dello storico consiste nella “onesta sottomissione alla verità” con prospettive di lungo periodo nel passato e proiezioni sul futuro.
Noi non siamo zombi venuti dal nulla confinati dentro un eterno presente, noi siamo il nostro passato con nuove esperienze, così come biologicamente siamo nostro padre e nostra madre e tutti i nostri ascendenti.

(m.l.s.)