La devozione alla Madonna del Carmine a Pontremoli

Si celebra ogni anno il16 luglio. Le ragioni storiche: dalla chiesa dell’antico convento carmelitano fuori Porta Parma a quella di San Nicolò nel borgo cittadino

L'edificio del vecchio ospedale di Pontremoli, a nord di Porta Parma con la facciata della chiesa dell'ex convento del Carmine
L’edificio del vecchio ospedale di Pontremoli, a nord di Porta Parma con la facciata della chiesa dell’ex convento del Carmine

La festa della Madonna del Carmine è celebrata il 16 luglio in moltissimi luoghi nel mondo cattolico: solo in Italia sono 27 le basiliche carmelitane (Pontificia minore quella di Avigliano in Basilicata), innumerevoli le chiese. Fra queste la parrocchiale di San Niccolò a Pontremoli (anche Vignola, che però celebra la festa la seconda domenica di agosto con processione nel più vicino castagneto).
Le notizie storiche sulla statua della Madonna del Carmine venerata a San Niccolò risalgono al Seicento e sono legate alla presenza di un convento dei Carmelitani dal cappello bianco; appartenevano ad una congregazione nata nel 1425 che contava in Italia una cinquantina di conventi; a Pontremoli arrivarono da Mantova. Le notizie le ricaviamo da delibere del Consiglio Generale di Pontremoli (1598-1600) richiamate in un’intera pagina a cura di Giuditta Bertoli nel numero del Corriere Apuano del 7 agosto 1988 in occasione dei solenni festeggiamenti durati dieci giorni, che ripetevano quelli del 1920 e 1954 rimasti nella memoria per l’intensità di partecipazione e di coinvolgimento spirituale.
Si riporta che in una seduta del Consiglio fu accolta la proposta di Federico Ferrari di devolvere le entrate dell’ospedale di San Lazzaro per i lebbrosi (sito sulla strada per la SS. Annunziata) per costruire una chiesa dedicata alla Madonna di Sommoborgo o della Fontana: era l’immagine che stava in una maestà eretta tra la chiesa di San Giorgio e l’oratorio di San Leonardo.
Bernardino Campi nelle sue Memorie storiche della città di Pontremoli scrive che il 28 novembre 1606 per ordine del senato di Milano, che governava anche Pontremoli, fu dato ai Carmelitani il possesso della chiesa costruita tra il 1599 e 1611, solennemente consacrata da mons.Francesco Motino vescovo di Brugnato e vi fu traslata l’immagine riprodotta nella “maestà” poi andata persa. I carmelitani, che ebbero assegnato come beneficio anche il priorato della chiesa romanica di S. Giorgio (era stata dipendenza dei benedettini di Leno), alloggiavano vicino alla chiesa in attesa della costruzione di un loro convento, le cui fondamenta furono gettate nel 1617.
All’interno della chiesa un’epigrafe invitava i fedeli a bere alla fonte di grazie che è Maria, la chiesa era affidata ai padri del monte Carmelo. Nicola Zucchi Castellini nella sua Storia di Pontremoli aggiunge la notizia che la chiesa della Madonna della Fonte nel rione Terrarossa fu ultimata nel 1611, di essa sussiste molto deteriorata la facciata barocca in arenaria. La presenza dei Carmelitani a Pontremoli, che non ebbero buoni rapporti con “quelli di San Nicoloso” ma si distinsero nella predicazione, finì nel 1784 quando con un rescritto del granduca di Toscana Pietro Leopoldo del 30 ottobre il convento fu soppresso e la chiesa fu sconsacrata dal parroco di S. Niccolò, l’edificio monastico fu destinato ad uso sanitario e diventava la nuova sede dell’Ospedale di S. Antonio Abate di Sommoborgo.
Cadde in abbandono anche la chiesa di S. Giorgio. Gli arredi della chiesa della Madonna della Fonte furono portati nella chiesa di S. Niccolò insieme alla statua della Madonna del Carmine tuttora presente; la parrocchia fu scelta perché da tempi lontani era devota alla Madonna del Carmine. Don Emilio Cavalieri nell’opuscolo La Madonna della Fonte e i Carmelitani a Pontremoli registra che furono traslocate anche le pietre sepolcrali dei monaci.

m.l.s.

Condividi

Scrivi un commento