Piazza Duomo trasformata in un coro a cielo aperto

Con l’evento “Sogni e note senza tempo”

Un esperimento culturale e sociale che ha saputo toccare le corde più profonde di una comunità. Venerdì 11 settembre, Piazza Duomo si è trasformata in un immenso palcoscenico a cielo aperto per l’evento “Sogni e note senza tempo”, un’iniziativa che ha radunato centinaia di cittadini uniti da una sola, grande passione: la musica. L’atmosfera delle grandi occasioni si respirava già dalle prime ore della sera, ma è stato con il calare del sole che la magia si è compiuta.

Un’unica piazza gremita, unita in un abbraccio collettivo fatto di voci, sorrisi e il suono acustico di decine di chitarre e percussioni portate da casa dai partecipanti. Dietro a questo successo c’è un’origine spontanea, come ha rivelato l’assessore alla cultura Annalisa Clerici “L’idea è nata dal gesto spontaneo di alcuni ragazzi di Pontremoli che hanno voluto ricordare Francesco Guccini dopo la sua recente scomparsa. Da quell’impulso è scattata in me la voglia di creare un evento speciale: un vero e proprio inno a tutti i grandi cantautori e interpreti che hanno fatto la storia della musica italiana”.

Il programma della serata, un vero e proprio canzoniere della memoria collettiva, ha visto la piazza intonare all’unisono i più grandi classici della nostra musica. L’omaggio a Guccini ha aperto la serata con l’emozionante Canzone per un’amica, per poi spaziare tra le pietre miliari di artisti leggendari: da Francesco De Gregori (con Rimmel e Generale) a Fabrizio De André (Il pescatore, La guerra di Piero), passando per Lucio Dalla, Lucio Battisti, fino alle generazioni successive di Vasco Rossi e Ligabue.

Un repertorio senza tempo che ha saputo azzerare le distanze generazionali, dimostrando la potenza aggregativa della canzone d’autore. “Era un esperimento, una scommessa mai tentata prima, ma la risposta della nostra città è stata straordinaria – ha commentato entusiasta l’assessore Clerici a fine serata – Vedere Piazza Duomo gremita, unita in un unico abbraccio di voci, chitarre e sorrisi, ha trasformato la serata in qualcosa di potente e indimenticabile”. (r.s.)