La richiesta della sindaca Folloni all’incontro di Altopascio

In occasione dell’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) svoltasi ad Altopascio, il territorio lunigianese ha rivendicato il proprio ruolo di pilastro storico dell’itinerario. L’evento ha celebrato il 25° anniversario della macro-rete transnazionale, nata nel 2001 dall’unione di appena 34 enti locali e diventata oggi un colosso europeo da 233 soci, con la Lunigiana che vanta ben tre comuni fondatori: Aulla, Filattiera e Pontremoli.
A rappresentare il comprensorio lunigianese a questo appuntamento è stata la sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni, che ha preso parte ai tavoli istituzionali insieme ai massimi vertici regionali, tra cui il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e l’assessora alla cultura Cristina Manetti. Al centro del dibattito, la firma della “Carta di Fidenza 2026”, il documento programmatico che punta a lanciare la candidatura del cammino a Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO con il presidente Giani che ha assicurato il pieno sostegno all’iniziativa che dovrebbe vedere importanti sviluppi ad ottobre.

Ma per far funzionare un cammino internazionale è fondamentale una adeguata macchina per la manutenzione. Per questo, il presidente Giani ha risposto alle richieste dei sindaci annunciando lo stanziamento di nuovi finanziamenti regionali. Risorse che gli enti locali destinano alle sezioni locali del CAI (Club Alpino Italiano) per garantire la cura e la pulizia dei percorsi. Su questo punto l’intervento della sindaca di Filattiera è stato incentrato sul nodo della sicurezza e della morfologia del territorio.
Folloni ha tenuto a ribadire con forza che non tutti i tratti della Francigena sono uguali e che la Lunigiana affronta sfide uniche rispetto ad altre attraversate dallo storico percorso. “Un tracciato come il nostro, che si snoda dal Passo della Cisa fino a Sarzana, necessita di maggiori cure ed attenzioni rispetto ad altri tratti la cui manutenzione è geograficamente più agevole – ha rimarcato la sindaca di Filattiera –. C’è un assoluto bisogno di maggiori risorse, anche sul fronte della manutenzione straordinaria, per poter mantenere il tracciato in totale sicurezza per i camminatori”.

Un compito che grava quasi interamente sulle spalle del volontariato, a causa dei tagli ai bilanci locali: “Come Comuni non abbiamo più la possibilità di mandare sul posto le nostre maestranze o i nostri dipendenti. Questa collaborazione con il CAI è l’unica vera opportunità che abbiamo. Va riconosciuto un merito immenso a tutti i volontari del CAI che portano avanti la manutenzione ordinaria”. Ma per la Lunigiana, la Via Francigena rappresenta anche la più importante infrastruttura di turismo sostenibile. L’impatto economico va ben oltre il semplice transito dei viandanti.
Secondo i dati emersi e l’esperienza diretta dei sindaci, il cammino genera un importante effetto traino. “I pellegrini restano letteralmente affascinati dalla Lunigiana, dalle sue bellezze paesaggistiche e dal patrimonio storico e culturale – evidenzia la Folloni – una volta concluso il loro viaggio a piedi, si ricordano dei borghi che hanno attraversato e spesso ci ritornano in un secondo momento, portando con sé le proprie famiglie per una vacanza tradizionale”.
(Riccardo Sordi)



