Alla ricerca delle “api solitarie”, amiche quasi sconosciute

Interessante esperienza delle classi terze dell’istituto “Tifoni”, alla scoperta della natura

Un’importante esperienza ha portato gli alunni delle Classi Terze della scuola primaria dell’IC Tifoni di Pontremoli alla scoperta di un aspetto singolare del nostro ambiente naturale, grazie ad un laboratorio scientifico indirizzato alla conoscenza delle “api solitarie”, diretto dalla biologa ed entomologa Bettina Maccagnani, ricercatrice all’Università di Bologna, già direttrice del Laboratorio dell’Insetto di San Giovanni in Persiceto e responsabile del Progetto di Biomonitoraggio ambientale con le api al Parco Lamborghini di Sant’Agata Bolognese. Al centro dell’attenzione degli alunni il mondo degli insetti impollinatori, tra i quali spiccano le api che producono miele, ma che, nonostante la loro importanza, rappresentano una minima parte del mondo degli insetti “pronubi”, ovvero che collaborano alla fecondazione dei fiori e alla conseguente formazione dei frutti, che è composto da molte migliaia di specie e che nella nostra zona supera le 600 unità.

Tra essi spiccano in particolare le “api solitarie”, insetti non sociali come le api da miele, che vivono una vita autonoma. La ricerca degli alunni si è soffermata in particolare sulla specie “Osmia Rufa” e per poterne conoscere le caratteristiche prima di tutto sono entrati nel mondo dei fiori e delle loro esigenze riproduttive, quindi hanno affrontato il tema della fecondazione per capire quale sia la funzione dei diversi insetti per agevolare il processo. Un contatto che ha portato i bambini dapprima a dissezionare i fiori per riconoscere le loro strutture riproduttive, prelevando polline e facendo vetrini da guardare al microscopio.

Quindi hanno conosciuto gli impollinatori e questo grazie a scatole entomologiche che hanno permesso loro di avere, seppure visivamente, un contatto diretto. Guidati dalle Maestre i bambini delle tre classi, nei giorni precedenti il contatto avevano costruito delle casette per le Osmie Rufe, destinate ad ospitare gli esemplari portati poi dalla ricercatrice. Così, le piccole api, ovviamente del tutto innocue, quando saranno nate cominceranno a costruire i loro piccoli nidi dentro le cannucce di canna palustre o nelle altre cavità a disposizione, separando le cellette con sottili pareti di fango. Nelle cellette accumuleranno polline e piccole quantità di nettare da utilizzare al momento opportuno in quanto, in questa stagione, la nuova generazione è ancora chiusa nei bozzoli. Ora i bambini attenderanno con ansia di vedere realizzarsi quanto hanno visto in classe, ovvero la nascita delle “api solitarie” che a primavera inoltrata inizieranno il loro ciclo di vita e che, dopo un’intensa estate di lavoro al servizio della natura, continuerà a settembre, quando le uova deposte in questi giorni saranno diventate nuovi adulti, e verrà ripreso l’anno prossimo, quando una nuova generazione di apine, allevate nel giardino della scuola, potrà iniziare ancora un altro ciclo di vita. Un’esperienza, quindi, che porterà i bambini a guardare con occhio diverso la natura che li circonda per riuscire a capire che tutti gli insetti che incontrano possono avere una grande importanza per gli equilibri naturali e, quindi, meritano tutto il loro rispetto e la loro considerazione. (lb)