Scout Pontremoli: un’attività mai interrotta che riprende vigore

Due anni di una pandemia che ha posto limiti all’associazione ma che non li ha fermati

Anche a Pontremoli lo scoutismo è senz’altro una delle realtà associative maggiormente colpite dai due anni di pandemia, che ne ha minato anzitutto le attività fondamentali: vita comunitaria, contatto fisico, condivisione. Eppure, il problema sanitario sembra aver stimolato l’associazione; capi e ragazzi hanno, infatti, saputo trovare soluzioni adeguate per portare avanti il progetto educativo. Cristina Felini e Alessia Curadini, rispettivamente alla guida dei reparti “Pontremoli 1” e “Pontremoli 2”, confermano il grande lavoro svolto. “Ci siamo dovuti reinventare una forma di scoutismo che non era possibile fare con la pandemia – commenta Felini – non abbiamo mai smesso di svolgere le nostre attività: facevamo tutto online”. “Non abbiamo mai interrotto il dialogo educativo con bambini e famiglie – conferma Curadini – e appena la legge lo ha consentito, siccome le nostre sono soprattutto attività all’aperto, abbiamo ricominciato”.

Il tema delle attività all’aperto consente a Cristina di guardare il bicchiere mezzo pieno, dal momento che “nonostante la situazione non ci permettesse di incontrarci tutti insieme, ci ha stimolato a pensare nuovi modi di approcciarci ai ragazzi. Abbiamo cominciato a scoprire il territorio, organizzando riunioni ad esempio all’Annunziata, a Casa Corvi, al campo sportivo in via Pineta o nel parco del Casotto”. Tutto ciò ha permesso all’associazione di non subire pressoché alcuna perdita a livello numerico, anche perché, sottolinea ancora, “erano i ragazzi a chiederci di continuare: le consuete attività sportive erano sospese e forse eravamo rimasti l’unica valvola di sfogo”. Comunque, i problemi non sono mancati: “la pandemia ci ha obbligato a protocolli a cui lo scoutismo non è abituato – spiega Alessia – come quello di igienizzare la sede ogni giorno. Abbiamo persino autofinanziato i tamponi per tutti i ragazzi, affinché fossimo certi della loro negatività prima di partire. Abbiamo avuto spese che prima non avevamo”.

Intanto la progettualità di gruppo, “basata su un progetto di zona, uno nazionale e sulle Sni (Strategie nazionali di intervento, elaborate dall’AGESCI centrale)”, può continuare. I più piccoli, “Lupetti e Coccinelle” (8-12 anni), si preparano per la vacanza di branco, in estate. I “Reparti” (12-16 anni) invece sono più presenti sul territorio: dall’autofinanziamento per la costruzione delle sopraelevate, ad attività a sostegno della popolazione Ucraina, con stand organizzati dal Cantiere per la Pace, passando per le raccolte con il gruppo Plastic Free. L’attività dei rispettivi “Clan” (dai 16 anni in poi) è incentrata sulla cosiddetta “Route” estiva: l’ultimo tratto del cammino di Santiago per il gruppo “Pontremoli 2” (“i ragazzi hanno capito che la vita passa dai piedi, la cosa migliore è condividere la strada in un’esperienza forte di Fede”) e un campo di servizio in Bosnia per quello di “Pontremoli 1”, “dopo essersi messi in contatto con i responsabili scout che organizzano campi appoggiandosi su altre associazioni, in questo caso la Caritas”. Nonostante tutto, anche a Pontremoli, gli scout continuano a essere presenti sul territorio e a “mettersi a disposizione della comunità”. “Sarebbe bello riuscire a fare rete tra tutte le associazioni del territorio e collaborare – specifica Cristina Felini – Chiunque avesse voglia di fare servizio con i giovani è ben accetto. Abbiamo bisogno anche di extra-associativi” conclude Alessia Curadini.

Andrea Mori