Un interessante incontro all’interno del programma della manifestazione “Aquiloni per Gaza” alla Torre Marina. Padre Bernardo Gianni e il vescovo Vaccari in dialogo con accademici e sindacalisti sull’enciclica di Leone XIV

Nel corso di “Aquiloni per Gaza”, manifestazione organizzata nello scorso fine settimana presso la Torre Marina (ex Fiat) a Marina di Massa, con il patrocinio della Regione Toscana e la collaborazione di diverse associazioni, si è tenuta una tavola rotonda sull’enciclica di Leone XIV sul tema “Considerazioni e riflessioni sulla Magnifica Humanitas sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
Al tavolo, moderato da Giancarlo Albori, presidente di “Gaza FuoriFuoco e Palestina”, hanno conversato il vescovo Mario Vaccari, il prof. Sergio Bellucci, direttore accademico dell’University of Peace O.N.U. sede Italia, padre Bernardo Gianni, abate della comunità monastica dell’Abbazia di san Miniato al Monte di Firenze e Rossano Rossi, segretario generale di CGIL Toscana.
I partecipanti, con formazioni e itinerari di vita diversi, hanno offerto una loro lettura su alcuni passi dell’enciclica che il moderatore ha definito “…potente e rivolta a tutti gli uomini di pace; in un mondo in cui la stessa informazione è logistica di guerra”.
Le parole di fra’ Mario Vaccari hanno toccato un capitolo di una enciclica “ricca di riferimenti, come un fiume che attraversa il cuore del lettore, aprendosi a letture personali importanti”. Due le icone bibliche contenute nell’enciclica e che hanno guidato la lettura proposta dal vescovo: la Torre di Babele e la ricostruzione delle mura di Gerusalemme da parte di Neemia.
Due immagini che descrivono bene i nostri giorni, la civiltà della potenza, nella torre che vuole sfidare il cielo, un delirio di onnipotenza che non conosce limiti “con lo stesso orgoglio di Adamo ed Eva”, il mondo tecnocratico capitalistico che cerca il potere per il potere. All’opposto Neemia che, tornato a Gerusalemme dall’esilio, si rimbocca le maniche e con lui tutte le persone di buona volontà, ognuna nel suo piccolo, tra le risate di scherno di molti.
“In questo modo – ha affermato mons. Vaccari – il papa indica il modo con cui affrontare la civiltà della potenza. Con il riferimento al Magnificat, Leone XIV rimanda alle scelte del singolo, del piccolo, allo scambio e all’ascolto reciproco, al recupero di tutta la dottrina sociale della Chiesa, in un cammino che la Chiesa stessa indica a tutti gli uomini di buona volontà”.
Anche il prof. Bellucci ha offerto una sua lettura dell’enciclica che “interroga tutta l’umanità a prescindere da cultura e fede e pone il tema di una transizione, un passaggio storico che per portata non ha precedenti bella storia dell’umanità”.
Dal 2024 la sede italiana a Roma dell’University of Peace studia l’impatto che l’intelligenza artificiale ha sulla società e sulla storia dell’umanità. Bellucci ha sottolineato come con “Magnifica Humanitas”, per la prima volta nella sua storia, la Chiesa si interroga “su una tecnologia che ha alla base il linguaggio, fino ad oggi considerato appannaggio esclusivo degli esseri umani. Oggi sappiamo che esistono diversi tipi di linguaggi, intelligenze diverse che hanno fatto cadere l’illusione di forme stabili e immutabili. Eppure è una transizione paragonabile solo al passaggio all’epoca industriale che ha spazzato via secoli di istituzioni e forme di potere. È la prima che la transizione coinvolge tutto il Pianeta e che porta ad una biforcazione netta: o ad un mondo d’amore o un mondo tecnocratico con il potere in mano a uno strettissimo numero di persone e che sta già sperimentando nuove forme di statualità”.
L’intervento di padre Bernardo ha messo a fuoco temi dell’enciclica che evidenziano le disumanità che portano a guerre e ingiustizie. “La storia non cambia- ha detto- all’opera c’è sempre l’idolo del potere, dell’esclusione e della parzialità. L’interesse di pochi si sostituisce ai diritti e al benessere di tutti in un passaggio storico di non semplice lettura che comporta trasformazioni in ogni ambito della vita umana inclusa la spiritualità”. La conclusione è chiara: “non possono poche intelligenze umane gestire l’A.I., la scimmia sapiens, priva di quel ‘noi’, quel pensiero di pensiero che caratterizza l’uomo”.
Rossano Rossi ha sottolineato la precarietà di tempi e ritmi del lavoro che “Magnifica Humanitas” affronta, in un mondo che vive una deriva bellicistica senza precedenti, con un gruppo di poche persone che “usa il Pianeta come un giocattolo”.
La conclusione comune è che il mondo sta vivendo un passaggio storico difficile e di non semplice lettura, con profonde trasformazioni in ogni ambito della vita umana inclusa la spiritualità. Un passaggio dirimente di cui tutti devono essere consapevoli.



