Il drastico calo dei lettori impone la necessità di diversificare i servizi per sopravvivere

Vendere libri, oggi, non è più solo un mestiere: è un atto di resistenza culturale. In Lunigiana, la situazione delle librerie indipendenti e di catena riflette una crisi nazionale, ma si scontra con le peculiarità di un territorio frammentato. Un viaggio tra i rivenditori locali rivela che la sola vendita della pagina scritta non basta più a tenere alzate le serrande. Per sopravvivere, la parola d’ordine è diventata una sola: diversificare. Se una libreria dovesse contare solo sui volumi sugli scaffali, farebbe enorme fatica a stare in piedi.
È questa la fotografia condivisa dai commercianti della zona. Attività storiche e punti di riferimento si sostengono grazie a servizi complementari.
È il caso dell’Abbecedario (attivo a Pontremoli e Aulla), della Libreria Savi a Pontremoli e di Grafiche Conti (presente ad Aulla e Fivizzano). Per loro, il libro si accompagna necessariamente alla cartolibreria, alla regalistica, fino ai servizi di stampa e grafica. La cultura resta il cuore pulsante, ma è l’economia dei servizi quotidiani a garantire la sopravvivenza commerciale. Le cause di questa situazione sono note, ma colpiscono duro. Da un lato c’è la concorrenza tecnologica degli e-book e lo sviluppo dei servizi online per l’acquisto di libri usati, una tendenza sottolineata con preoccupazione da Silvia Di Mauro, titolare della Libreria Savi. Dall’altro, c’è un problema culturale più profondo: si legge sempre meno. Il titolare dell’Abbecedario riassume la questione con una battuta amara ma quanto mai reale: “Tutti scrivono libri, ma in pochi ne leggono”.
A poco servono, purtroppo, le iniziative istituzionali. Gli incentivi per la lettura e l’obbligo per le biblioteche di acquistare il 30% dei volumi dalle librerie locali portano una boccata d’ossigeno, ma vengono descritti dai librai come “palliativi che non riescono a invertire una rotta purtroppo già consolidata”. Il calo della lettura è un dato confermato all’unanimità, ma l’analisi per fasce d’età riserva alcune sorprese. I librai registrano una buona tenuta nella fascia tra i 13 e i 15 anni. Come evidenziato da Conti, sono soprattutto le ragazze a trainare il settore grazie al fenomeno dei libri “young adult”, storie destinate agli adolescenti e incentrate sui primi brividi d’amore. Il vero “buco nero” generazionale si registra invece tra i 20 e i 50 anni “è una fascia d’età in cui la lettura crolla drasticamente, per poi riprendere quota tra i lettori più maturi” sottolineano dall’Abbecedario. Le eccezioni esistono — clienti che acquistano anche un libro alla settimana — ma restano, appunto, casi isolati. In questo scenario, Silvia Di Mauro osserva una maggiore uniformità di età tra i suoi clienti, ma nota un fenomeno parallelo: un sempre maggior affidamento al prestito gratuito in biblioteca a scapito dell’acquisto.
Ma quali sono i libri più ricercati dai lettori lunigianesi? Se, come detto, i giovanissimi cercano l’evasione romantica, il pubblico più adulto si rifugia nei romanzi storici e nelle grandi saghe familiari, dove la vita dei singoli personaggi si intreccia con i grandi eventi del passato. In profonda sofferenza appaiono invece la saggistica e i libri di attualità, generi che faticano a trovare acquirenti. In questo contesto, la campagna dei libri scolastici rappresenta ancora un pilastro economico fondamentale. Anche se i margini di guadagno non sono enormi, la scuola ha il merito cruciale di portare fisicamente la clientela all’interno dei negozi, creando un contatto che i librai cercano di sfruttare “non è certo dai libri di scuola che si fanno i grandi incassi, ma hanno il merito di avvicinare la clientale, speciequella giovane” ci dicono dalla libreria Conti.
Un capitolo a parte meritano i premi letterari e le presentazioni, che sul territorio rappresentano i principali stimoli al movimento. Ma lo slancio del Premio Bancarella, non è lo stesso di alcuni anni fa. Certo c’è interesse, così come lo crea il Bancarellino dedicato ai ragazzi ma le altre sezioni del Premio non riescono a smuovere lo stesso interesse nel pubblico “se non c’è il grande nome non c’è grande impatto sulla vendita” ci conferma dalla Libreria Savi. E anche Bancarella e Bancarellino hanno uno slancio di breve durata che si consuma quasi interamente nei giorni delle manifestazioni estive, senza una reale ricaduta a lungo termine sul resto dell’anno. L’unica vera eccezione resta il vincitore del Premio Bancarella, che mantiene un forte appeal commerciale e si trasforma, puntuale, in uno dei regali più ricercati sotto l’albero di Natale.
(Riccardo Sordi)



