Memoria e futuro: il cammino condiviso degli insegnanti di religione

A Marina di Massa si è svolto il meeting annuale. Una testimonianza e gli 80 anni del direttore Walter Fiani

Come far comprendere il valore della cultura religiosa e delle tradizioni storiche nel dialogo con le altre culture e nel rispetto delle finalità della scuola in un mondo che cambia velocemente? Siamo professionisti preparati e motivati noi docenti di religione cattolica della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, ed è proprio per questo che accogliamo sempre con entusiasmo la possibilità di incontrarci e confrontarci che il nostro Ufficio Scuola ci offre con il meeting annuale, svoltosi quest’anno il 3 luglio scorso nell’Hotel Sacro Cuore di Marina di Massa.
È stato Walter Fiani, il nostro direttore, ad aprire assieme all’Equipe diocesana composta da Silvia Francini e Lorenzo Dell’Amico, un meeting dal titolo impegnativo e sfidante, ispirato alla recentissima nota pastorale della CEI e con un programma ricco di sollecitazioni; il direttore ci ha invitato a non smarrire il legame profondo tra azione educativa e radice ecclesiale e ha poi lasciato la parola a don Alberto Gastaldi, nuovo direttore UNESU e IRC.
Né scaletta, né intervento cattedratico: don Alberto ha scelto di parlare “a braccio” e partendo da una frase che sente spesso ripetere dai ragazzi (“La scuola con la vita che faccio non c’entra niente”) si è chiesto – ci ha chiesto – perché allora i ragazzi scelgano di restare anche nell’ora di religione, quando potrebbero uscire. Don Alberto ci propone possibili risposte.
Primo, l’incontro: è bello incontrarsi e questo vale sia per i ragazzi delle superiori, sia per i bambini che si aprono alle prime domande, sia per noi presenti.
Secondo, l’atteggiamento: “I ragazzi hanno fiuto, notano tutto, dalle scarpe che hai cambiato al tuo umore del momento e, soprattutto, capiscono chi gli vuole bene” ha ricordato citando Papa Francesco. Anche i concorsi appena sostenuti, ha aggiunto, hanno rappresentato l’opportunità di interrogarci nuovamente sul senso del nostro essere insegnanti ora e qui.
Tante le sfide emerse: in un mondo in rapido mutamento, in cui è cambiata la percezione religiosa e diventa irrinunciabile il dialogo con le altre fedi, quali vie percorrere? Intanto, ci ha detto don Alberto, si può iniziare a semplificare il nostro linguaggio senza abbassare la qualità, come faceva Gesù, che riusciva a parlare al cuore di tutti usando parole adatte a tutti; poi essere adulti “veri” perché, in una società in cui tutti sembrano rincorrere il mito dell’eterna giovinezza, i ragazzi hanno bisogno di chi mostri loro perché valga la pena diventare grandi; infine ascoltare senza giudicare domande, timori e fragilità in uno spazio che sia davvero di libertà per i nostri studenti.
Nel momento di scambio successivo, dedicato alla concretezza della didattica, tre dei nostri docenti, Daniele Conti, Sabrina Certosino e Andrea Ruberti, ci hanno mostrato alcune unità di apprendimento e raccontandoci esperienze personali, dubbi e buone pratiche perché – e lo abbiamo ben capito – è dall’incontro e dalla condivisione che troviamo la motivazione, la forza e il riconoscimento necessari per abitare la scuola di oggi.
Al termine dello spazio di approfondimento abbiamo avuto la possibilità di ringraziare e festeggiare gli 80 anni del nostro direttore Walter Fiani, costante punto di riferimento, e il pensionamento di quattro dei nostri pilastri: Maria Cozzalupi, Rina Domenichelli, Anna Iachetti e Almo Puntoni, storici docenti della nostra diocesi che ci lasciano in eredità una testimonianza di dedizione, competenza e amore verso intere generazioni di studenti.
Durante la successiva celebrazione eucaristica presieduta dal nostro vescovo fra’ Mario, la memoria si è fatta preghiera nel ricordo di Tiziana Cecconi e Delia Realini, colleghe entusiaste e amiche pazienti, il cui esempio di fede e passione continua a vivere nel cuore di ognuno di noi.

Chiara Novelli