Bagnone entra ufficialmente nei “Villaggi montani certificati CAI”: è tra i sette borghi d’Italia

Il clima di festa che ha avvolto Bagnone, sabato 16 maggio, si percepiva fin dal mattino. Una celebrazione comunitaria ha sancito l’ingresso ufficiale del Comune nella rete nazionale dei “Villaggi montani certificati CAI”, un club ristretto che coinvolge solo sette territori in tutta Italia. I lavori sono iniziati alle ore 9:30 nella Sala Consiliare con la tavola rotonda “Terre alte @Bagnone, quale futuro?”, introdotta da Alberto Ghedina, responsabile del Progetto “ViMont”.
Il sindaco di Bagnone, Giovanni Guastalli, ha aperto l’incontro portando il saluto dei cittadini e sottolineando come questo traguardo sia il frutto di un solido lavoro di squadra tra amministrazione, associazioni, CAI e imprese locali. “Questo riconoscimento si aggiunge alla Bandiera Arancione del Touring Club e all’attestato di uno dei borghi più belli d’Italia”, ha ricordato il primo cittadino. “Si tratta di attestazioni importanti che non devono restare semplici marchi, ma tramutarsi in modelli di sviluppo fondati sulla tutela ambientale, sulla qualità della vita e sulla valorizzazione delle tradizioni da consegnare ai nostri giovani”.


Sostenibilità, accoglienza e turismo sono stati il filo conduttore dei successivi interventi dei vertici del CAI. Hanno preso la parola Giacomo Benedetti, vicepresidente generale del CAI; Benedetta Barsi, presidente del “Gruppo Regionale CAI – Toscana”; e Gianfranco Fantoni, presidente della “Sezione CAI – Pontremoli”. I relatori hanno ribadito la necessità di piani di sviluppo capaci di garantire una tutela attiva degli ecosistemi e della biodiversità della Lunigiana. Marco Leoncini, tecnico del Comune di Bagnone, e Federico Santini, presidente del CAI locale, hanno illustrato l’iter tecnico e le attività svolte sul territorio. In particolare, Santini ha approfondito il tema del recupero della rete sentieristica e del ripristino delle antiche capanne di Matale, Tornini e Giovarello.
Un tempo snodi fondamentali per la transumanza e l’economia agro-pastorale, queste strutture sono state oggi trasformate in rifugi per escursionisti, scolaresche e amanti della montagna. Ampio spazio è stato dedicato anche alla gestione forestale e ai Beni Civici delle frazioni di Jera, Treschietto, Compione e Vico. Ivana Franchi e Urbano Simonetti hanno spiegato la funzione di queste proprietà collettive, nate dalla volontà della gente di allora per curare pascoli e castagneti. Si tratta di ettari di territorio non vendibili, amministrati da un Consiglio di cinque membri eletti dai paesani, i cui utili derivanti dal taglio boschivo vengono interamente reinvestiti sul territorio stesso.
Grande partecipazione alla tavola rotonda e alla consegna delle targhe “ViMont”

Lucia Baracchini, dirigente scolastica e neo commissaria straordinaria del Parco, ha posto l’accento sul valore strategico del crinale appenninico come cerniera d’unione tra culture diverse, storicamente penalizzato dallo spopolamento e dall’emigrazione. “Occorre ripartire da una maggiore consapevolezza di ciò che siamo”, ha spiegato Baracchini. “Un salto strategico e un lavoro condiviso possono trasformare il rispetto della natura e la formazione dei giovani in economia reale”. Al dibattito hanno contribuito con il loro apporto gli esperti Riccardo Beltramo, Giuseppe Vignali, Dino Franchi e Barbara Maffei, insieme ai professionisti delle realtà locali: Pierangelo Capponi per la Cooperativa “Sigeric” e i rappresentanti di “Lunigiana World”. All’incontro era presente anche la sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni, in veste di presidente della comunità del Parco
La giornata di sabato si è conclusa in piazza Marconi con la consegna delle targhe della rete “ViMont” fra gli applausi, accompagnata da un ricco buffet di prodotti tipici locali e dall’animazione musicale dei “Maggianti” (Canta Maggio) Corlaghesi. Il programma si è chiuso domenica 17 maggio con un’escursione guidata ai Tornini e un pranzo a base della tipica cipolla locale presso l’ostello ”La Stele” di Treschietto, organizzato dal Circolo “La Torre”. L’auspicio ora è che le parole si traducano in fatti concreti, capaci di garantire un futuro occupazionale ai giovani del territorio.
Ivana Fornesi



