Nella festa di Cristo Re, in Concattedrale a Pontremoli Raffaele Moscatelli è stato ordinato diacono dal Vescovo
Ci sono giorni in cui la liturgia sembra aprire una soglia e chi la varca sente di entrare un po’ più vicino al Regno di Dio. Domenica 23 novembre è stata una di queste soglie luminose. Nella festa di Cristo Re, mentre la Chiesa intera celebrava la Giornata Mondiale della Gioventù a livello diocesano e si chiudeva l’anno liturgico, la Chiesa Concattedrale di Pontremoli ha accolto un nuovo inizio: “l’Eccomi” di Raffaele Moscatelli, seminarista della nostra diocesi, ordinato diacono in vista della futura ordinazione sacerdotale. Un passo che illumina il cammino non solo del suo ministero ma anche dell’intera comunità cristiana che vede in lui un segno vivo della Chiesa che continua a camminare, cercare, generare vita. Raffaele, classe 1997 e originario della parrocchia di Santa Maria delle Grazie di Ancona, svolge il suo servizio nell’Unità pastorale di Pontremoli, dove è già volto familiare ed amico.

Non è passato inosservato che, proprio dalla sua parrocchia, proviene il Crocifisso posto in copertina dei libretti della celebrazione e nei santini ricordo: un’immagine che ha accompagnato il suo cammino e che lo accompagnerà ancora. In quello sguardo e in quelle braccia aperte, il giovane ha scelto la frase che diventa il suo programma di vita: “Venga il tuo Regno”.
Poche parole, semplici ma immense: non descrivono un traguardo, ma un viaggio. Non chiedono privilegi ma disponibilità, non parlano di potere ma di un cuore consegnato. Nell’omelia il nostro vescovo Mario ha guidato l’assemblea dentro il mistero della regalità di Cristo. Non una regalità che si impone ma che si dona: non una potenza che domina ma che solleva.
“La folla non guarda con curiosità – ha ricordato – ma con attenzione perseverante, come chi desidera comprendere”. E comprendere, davanti al Crocifisso, significa riconoscere che il suo regnare passa dal farsi servo. Le parole di scherno rivolte a Gesù “salva te stesso” rivelano, per contrasto, la verità del suo amore: “Per Gesù non salvare la propria vita è il sigillo dell’autentica messianicità”. La sua sovranità è consegna e non difesa, è dono e non trattenimento.
Rivolgendosi direttamente a Raffaele, Mons. Vescovo ha pronunciato parole che resteranno scolpite nella sua memoria e nel cuore della comunità: “La regalità di Gesù ti insegna a perdere la tua vita a causa del Vangelo, per fare spazio ai bisogni e alla cura degli altri”. Lo ha quindi esortato ad essere “artigiano” di carità e di una pace che nasce dalla giustizia, invitandolo a custodire la prossimità ai poveri e ai deboli come luogo in cui il Regno prende forma. Con paterna delicatezza gli ha poi affidato un incoraggiamento che è anche una promessa: “Non sarai solo: la comunità è con te, ti sosterrà con l’esempio e la preghiera”.
Il diaconato che “don” Raffaele ha ricevuto si radica in questa logica: essere un segno vivo di Cristo Servo, un uomo del Vangelo e posto nel cuore della Chiesa per ricordare che la sua missione non è mai possesso ma cammino.
La Chiesa infatti è un popolo che cammina e ogni vocazione è una tappa che apre un orizzonte più ampio. Sant’Agostino scriveva: “Non siamo ancora arrivati, ma il prossimo lo abbiamo sempre con noi”. È questa l’immagine più vera del ministero che ora si apre per Raffaele: un servizio che non si conclude ma che comincia ogni giorno, a partire dagli ultimi, dai sofferenti, dagli emarginati. Domenica, nella luce intensa della festa di Cristo Re, la Concattedrale di Pontremoli ha visto questo cammino ricevere un nuovo passo.
Nel suo “venga il tuo Regno”, Raffaele ha consegnato a Dio non solo il proprio futuro, ma il desiderio che il Signore regni nella storia attraverso la mitezza, la carità e il servizio. Così, nella vita di un giovane che si dona, il Regno non è più solo una preghiera: diventa una strada. Una strada che continua e che attende di essere percorsa insieme. A Raffaele – e alla nostra Chiesa – buon cammino.
(Fabio Venturini)



