Cinquant’anni di storia del Cai di Filattiera

Presentato a Sorano il libro di Giorgio Simoncini. L’idea di fondare la sezione nacque nel 1975; l’anno successivo le prime attività

Giorgio Simoncini, a sinistra, con la sindaca di Filattiera e Tomas Miglierina

“Mi piace scrivere, ma lo faccio quando piove così non mi distraggo dalla mia grande passione che è quella di camminare nei boschi e nei sentieri di montagna”: insomma bisogna ringraziare un autunno ed un inverno piovosi se nel corso di questi mesi il presidente della sottosezione Cai di Filattiera, Giorgio Simoncini, ha tenuto più a lungo in mano la penna che non gli scarponi ai piedi. E ci ha permesso così sabato scorso, nel centro didattico “Tiziano Mannoni” alla Pieve di Sorano a Filattiera, di assistere alla presentazione del suo libro dedicato ai 50 anni di storia della sezione filattierese del Club Alpino Italiano.
Anche se Simoncini è preciso nel ricordare come la partenza ufficiale ci fu poi l’anno successivo “ma l’idea nacque nel 1975 anche se le prime iniziative presero il via nel 1976. Poi l’attività proseguì per un triennio prima di passare sotto la sezione pontremolese, poi infine, nel 1985, la rinascita come sottosezione Cai di Filattiera, dicitura che è ancora quella corrente”.
Un cammino di 50 anni che come ha raccontato Simoncini, incalzato dalle domande del giornalista e tesserato Cai, Tomas Miglierina, “è un libro corale di persone, ripercorrendo un percorso di 50 anni che attraversa un pezzo di storia di Filattiera. Del resto molte delle persone che contribuirono alla fondazione del Cai in quegli anni erano giovanissime, tra i 18 e i 20 anni, ed il Cai li ha quindi accompagnati nel loro percorso di vita. Così come è successo a me del resto”.
Insomma un cammino di una comunità che si è perfettamente intrecciato con quella della sezione del Cai di Filattiera, e non a caso Simoncini ricorda con commozione le prime escursioni “La gente non vedeva l’ora di partire. In pratica c’era l’intero paese che prendeva parte a queste prime uscite. Tra le tante che ricordo con piacere c’è senza dubbio la gita che ci ha fatto toccare il passo del Lagastrello e il passo del Cirone. Praticamente c’era tutta Filattiera in cammino”.

Immagine invernale del rifugio Porcili della sottosezione Cai di Filattiera

Tra i ricordi che si affacciano alla memoria di Simoncini, un posto speciale merita certamente il capitolo dedicato al recupero del rifugio dei Porcili, bivacco in muratura che si trova alle falde boscose del Monte Aquila, nell’alta Valle del Caprio.
Anche in quel caso un’intera comunità si è attrezzata nel corso degli anni per renderlo nuovamente fruibile “ricordo sempre – ricorda con un sorriso Simoncini – di tre muratori che con la ricompensa di un piatto di pasta, un salame ed un fiasco di vino hanno realizzato un gran lavoro. Ma tantissime sono le persone che si sono adoperate, volontari che hanno donato qualcosa di sé stessi a tutta la comunità”.
Ed ancora oggi il bivacco dei Porcili è un punto di riferimento per i turisti, aperto tutto l’anno con la sua gestione affidata alla sezione del Cai e alla cura degli escursionisti.
Inevitabile una riflessione anche su come in questi anni sia cambiata la montagna e la sua fruizione turistica “certo questi territori sono sempre più spopolati e non è semplice invertire una tendenza che va avanti da decenni. Certo in questi anni è cresciuta la consapevolezza sull’importanza dell’ambiente e della salvaguardia della natura e della montagna. Resto quindi fiducioso che si possa invertire una tendenza, e in quest’ottica il Cai può avere un ruolo determinante, nel riavvicinare la popolazione alla montagna”.
Un riavvicinamento che, inevitabilmente, passa dai giovani per questo Simoncini ha annunciato che lascerà il direttivo concluso questo triennio “dopo 50 anni è giusto lasciare la mano ai giovani. Sono loro che con l’entusiasmo e la voglia di fare possono portare avanti questa storia. E le buone leve non mancano come dimostra la vitalità della nostra sezione giovanile”.
A portare i saluti i presidenti delle sezioni Cai di Pontremoli e di Bagnone, e la sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni (tra i soci fondatori del Cai di Filattiera) che ha voluto indossare la fascia tricolore “per sottolineare l’importanza dei 50 anni di questa associazione. Grazie Giorgio per avere messo nero su bianco questo libro che mi ha commosso nel ricordo di tante persone che hanno attraversato questi anni di storia della nostra comunità”.

(Riccardo Sordi)