Conferito a Luciano Preti il Premio Altiero Spinelli

Riconoscimento internazionale all’artista pontremolese

La Sala delle Bandiere della sede romana del Parlamento Europeo ho ospitato lo scorso 6 febbraio le cerimonia per l’assegnazione del Premio Internazionale “Comunica l’Europa 2025”, intitolato ad Altiero Spinelli.
La manifestazione, giunta alla sua 20.a edizione, vuole mantenere alta l’attenzione sui tanti aspetti significativi che può assumere l’europeismo nella sua contemporaneità. Il Premio, infatti, intende omaggiare le personalità che, in diversi settori, dalle arti, alla cultura, alle professioni, trasmettono a livello internazionale i valori dell’europeismo nella loro più concreta attualità.
Tra i premiati, il nostro concittadino Luciano Preti, cui è stato assegnato il prestigioso riconoscimento per l’attività di docente di Tecniche della Scultura presso le Accademia di Belle Arti di Firenze, Carrara, Sassari e Torino e per la capacità di trasmettere ad allievi provenienti da tutto il mondo i valori di una tradizione artistica secolare, testimonianza indiscussa della genialità europea.
Il prof. Preti, invitato ad esprimere i sensi del riconoscimento conferitogli a così alti livelli, dopo i ringraziamenti di rito, per dare un senso ad un omaggio inatteso e per questo più gradito ha ricostruito i momenti più significativi della sua carriera di scultore e pittore, e il travaglio interiore dell’uomo di fronte alla propria vocazione e nella necessità di giustificarla con le opere.
«L’arte – ha detto Preti – per me è stata come ‘una guerriglia culturale’, un supporto per affrontare le contraddizioni del nostro tempo, in primis la lotta tra la verità e la menzogna, tra quello che sentivo di essere e quello che altri avrebbero voluto che fossi».
Da qui la ricerca di un percorso che permettesse all’artista di offrire la sua realtà, tra le sollecitazioni del presente e «il desiderio di mantenere intatta la mia volontà di espressione, strumento per mettere allo scoperto il mio essere più vero ed il mio sentire più profondo».
In questo travaglio, la pietra e il metallo sono divenute per l’artista «la trasposizione di quanto mi cresceva dentro, con immagini sempre piene di forza ed imperiose con le quali ho cercato di misurami per esprimerle nel modo più spontaneo, come manifestazione di vita».
Il discorso di Preti, proposto in sintesi, ha incontrato ampi favori tra i presenti che hanno compreso la densità dell’impegno profuso in una vita dedicata all’arte, giustificando appieno il riconoscimento assegnatogli, che torna davvero di grande onore anche alla nostra città.

Luciano Bertocchi