Chiedono chiarezza i consiglieri di minoranza. In particolare la questione è emersa perchè la cooperativa che l’ha acquisita non ha fatto chiarezza sul futuro della struttura. La paura della minoranza è che, la Cooperativa possa operare nell’accoglienza dei migranti, e che si vada quindi in una direzione diversa verso quella naturale del turismo

Non solo per il Presepe vivente, la frazione di Equi Terme è al centro dell’attenzione generale, almeno nel Comune di Fivizzano. A tener banco sono infatti le aspre polemiche in merito all’utilizzo dell’Hotel Terme, che, ad oggi, nessuno sa quale possa essere, dopo la sua acquisizione, all’asta, da parte di una cooperativa di Massa, l’Opera Ausilia Fratorum. Interpellanze consigliari, interrogazioni a risposta scritta, in particolare rivolte all’assessore Marco Varese, manifesti affissi ovunque, comunicati stampa non hanno ricevuto per lungo tempo risposte chiarificatrici. L’acquirente dell’Hotel sembrava sempre più “misterioso”, come l’utilizzazione che intendeva farne. Si sapeva, però, che la Cooperativa agiva nel settore dei servizi sociali di Counselling e nell’aiuto ai profughi ed agli immigrati.
Le parole dell’assessore Marco Varese

Sulle sue reali intenzioni, però, buio assoluto, anche se qualche informazione Marco Varese, assessore alle Attività Produttive, l’ha fornita: – che non aveva mai avuto contatti, come il resto della Giunta, Sindaco compreso, con la Cooperativa; – che, pertanto, non poteva riferire sulle intenzioni di utilizzo dell’albergo;- che sarebbe stato mantenuto e rafforzato il vincolo urbanistico sulla sua destinazione d’uso, pur non essendo stata presentata nessuna richiesta di modifica. Era, ed ancora è, comune convinzione che l’interrogativo insistente che la minoranza poneva e continua a porre sulla trasformazione dell’edificio in luogo di accoglienza profughi, riguardi la impossibile conciliabilità di quella destinazione con la vocazione turistica di Equi Terme.
La denuncia dei consiglieri di minoranza
Da qui la denuncia, in particolare dei consiglieri leghisti, di “incomprensibile silenzio e di disinteressato, oltre che inaccettabile e leggero, comportamento della Giunta verso i consiglieri e verso la popolazione su un tema dal quale può dipendere lo sviluppo di un’intera vallata”. Una affermazione, tuttavia, di fronte alla superficialità e ai “non so” delle risposte fornite alle varie richieste, ha fatto riflettere su possibili decisioni di utilizzo dell’albergo, quella che consente al Prefetto di determinarne l’utilizzo, in caso di riconosciuta necessità. Si è di fronte ad una brutta vicenda, che ripropone in piccolo gli scontri che si registrano a livello nazionale sulla questione dei profughi, a livello ideologico e di propaganda politica, con gli stessi schieramenti che agiscono al di fuori di ogni considerazione di carattere umano e di opportunità legate al lavoro. Fivizzano ha un precedente sotto questo aspetto, risalente ad alcuni anni fa, breve ma ben riuscito. Dispiace che il dibattito sia, per ora, ad una sola voce e che non avvenga alla luce del sole, andando in profondità e coinvolgendo anche la popolazione. Sicuramente, però, avrà un seguito.
Andreino Fabiani



