Kinemove, un Centro di eccellenza a Pontremoli

Nel 1972 il primo “tatami” alla Cartiera. Oggi tra sport e riabilitazione è realtà all’avanguardia nota a livello internazionale

Veduta aerea del Kinemove Center
Veduta aerea del Kinemove Center

Un tempo, quasi mezzo secolo fa, veniva chiamata “palestra”, ma non era altro che un salone a “La Cartiera”, nella zona a nord del centro storico di Pontremoli. Quello che allora era detto tatami, il grosso materasso su cui si allenavano gli atleti, era poco più che un grosso telo per i rimorchi steso sopra uno strato di “segatura raccolta da tutte le falegnamerie del paese”. Il freddo, che dava il benvenuto a chiunque vi fosse entrato, risparmiava solo la piccola “segreteria”, riscaldata da una stufa a legna. Era il 2 ottobre 1972 e al Judo Club Pontremoli nasceva la storia dell’odierno Kinemove Center. In un breve opuscolo intitolato “Noi: cinquant’anni di sport a Pontremoli”, che verrà pubblicato in primavera, Giannicola Bisciotti, fondatore, anima e proprietario del centro polifunzionale, racconta la storia della “sua” creatura, nata da un’idea che il fratello Arcangelo aveva avuto negli anni ’70, di ritorno dalla leva militare. Trascorsi due anni a “La Cartiera”, il Judo Club Pontremoli trasferì la propria sede in una stanza messa a disposizione dal Liceo Vescovile: qui si fermò per quattro anni, prima dello sfratto dovuto alla ristrutturazione dell’edificio. Rimasto “senza un tetto”, il Judo Club Pontremoli trovò momentaneo rifugio nel piccolo teatro dell’Istituto Leone XIII, affidato alle suore di Sant’Anna.

Foto di gruppo nella palestra di via IV Novembre, ai tempi dello Sporting Club Pontremoli
Foto di gruppo nella palestra di via IV Novembre, ai tempi dello Sporting Club Pontremoli

Fu allora che Arcangelo passò il testimone al giovane Giannicola, che dovette subito affrontare un nuovo trasloco, “dalle Suore ai Compagni”, allorché, nel 1979, il centro si trasferì nella storica sede del Partito Comunista in via Mazzini. In questa nuova sistemazione cominciarono a vedersi le prime macchine per i pesi e il vecchio materasso rudimentale lasciò il posto a un vero e proprio tatami: “per potercelo permettere vendetti la mia adorata Kawasaki Z 400”, ricorda “Nanni” Bisciotti. Rientrato dal periodo di leva, il poco più che ventenne Giannicola decise di costruire una palestra, “la prima palestra privata di tutta la Lunigiana. L’unica ad aiutarmi senza remore di sorta fu mia madre, anche se forse non del tutto convinta”, scrive. Venne costruita nel 1983 in via IV Novembre e prese il nome di Sporting Club Pontremoli: due piani, due sale, una per il body building, l’altra polifunzionale. L’attuale dislocazione del centro nell’attuale via Veterani dello Sport risale al 1986 quando vennero costruiti due campi da tennis e una club house, allora “persi in mezzo alle vigne di Casa Corvi”: nacque così il Country Tennis Club. Completato nel 2007 dall’attuale struttura coperta, il Country Club si presenta oggi come un centro di 3000 mq di spazi tra sale, piscine, ristorante, campi sportivi, ambulatori medici e centri sia fisioterapico che benessere; qui è stato organizzato uno staff di primissimo piano e da qui, negli anni, sono passate decine e decine di atleti di fama nazionale e internazionale. Ora Giannicola sta per lasciare il testimone; lui stesso è il primo ad ammetterlo: “dopo tanti anni sono ormai prossimo al mio addio alle armi e a cedere il comando del timone ai miei figli, come fece cinquanta anni fa mio fratello con me”.

Andrea Mori

I figli di Giannicola Bisciotti e Antonella Amadei pronti a prendere le redini del Centro

Il futuro ha il volto e le professionalità di Alessandro e Andrea

Lo staff del Kinemove Center
Lo staff del Kinemove Center

Nonostante “il 2021 sia finito male e il 2022 sia iniziato peggio”, Alessandro Bisciotti, figlio di Giannicola, proprietario del Kinemove Center, si dice fiducioso per il futuro del centro. L’obiettivo, infatti, è continuare a innovare e ottimizzare, compatibilmente con un miglioramento della situazione sanitaria.

Alessandro, un bilancio di questo periodo, a cavallo tra il 2021 e il 2022?
Purtroppo siamo ancora totalmente dentro alla pandemia ed economia e lavoro ne stanno risentendo, noi in primis. Siamo colpiti più o meno in ogni settore. La mia speranza è che si comincino a guardare le cose in un modo diverso, forse questo diffuso timore ormai non è nemmeno del tutto giustificato. Spero che le persone comincino a ritrovare serenità perché abbiamo risentito soprattutto della paura. Se da un lato la sala pesi ne è stata meno coinvolta, dall’altro i corsi fitness sono stati condizionati da una componente psicologica, nonostante vengano applicate tutte le norme anti-Covid.

Per quanto riguarda le iscrizioni?
Siamo lontanissimi dalla normalità pre-Covid, soprattutto sui corsi in sala. La stagione era cominciata bene, a ottobre, ma nel momento in cui la situazione si è aggravata gli ambienti si sono svuotati. Però sono convinto che appena arriverà il sole, che fa sempre dimenticare i problemi, i contagi scemeranno e le persone torneranno a uscire.

Il Kinemove Center ha sempre saputo conciliare la dimensione locale con quella internazionale.
Tutto ciò è motivo di orgoglio. Quello riabilitativo è l’unico settore a non essersi mai fermato, i clienti hanno sempre bisogno di cure mediche. In più lavoriamo con atleti internazionali: il merito è in primis di mio padre, ma anche dell’equipe che lavora con noi. Senza di loro nulla sarebbe possibile.

Tu e tuo fratello Andrea state già pensando al passaggio di testimone alla guida del centro?
Andrea è a Milano per la specialistica in ortopedia. È meno presente fisicamente, ma è onnipresente sul piano collaborativo. Abbiamo competenze diverse, lui si occupa della parte medico-riabilitativa, io di quella gestionale. I nostri genitori hanno già iniziato a mollare le redini. Noi cerchiamo di alleggerire alcuni loro incarichi. Piano piano li mandiamo in pensione…

Progetti per l’anno appena iniziato?
È arrivato il momento di concretizzare tutto ciò che abbiamo costruito nel tempo. Nell’ultimo biennio molti settori hanno rallentato: dobbiamo cercare di tornare alla normalità. A partire ad esempio dai maestri di padel (di cui non riusciamo a soddisfare le tante richieste), prossimamente disponibili, fino ai molti progetti di cui ancora non posso parlarti. Anche sul piano delle tecnologie, restiamo sempre al passo con i tempi. Sfruttiamo tutte le risorse per ottimizzare ogni settore. (a.m.)