La Misericordia di Pontremoli getta lo sguardo oltre la pandemia

Celebrata l’annuale festa della Madonna di S. Luca, protettrice del sodalizio cittadino

La partecipazione alla S. Messa in onore della Madonna di San Luca
La partecipazione alla S. Messa in onore della Madonna di San Luca

Il passaggio della Toscana da “zona arancione” a “zona rossa” ha colto nel bel mezzo dello svolgimento la celebrazione dell’annuale festa della Misericordia di Pontremoli, coincidente con la festa della Madonna di S. Luca la terza domenica di novembre. Si è potuto svolgere regolarmente, sia pure con le restrizioni imposte dal contrasto alla pandemia, il triduo di preparazione, ma ha risentito del regime più pesante imposto dal passaggio allo stadio di rischio più elevato la giornata conclusiva, per la quale il Consiglio della confraternita aveva già deciso un profilo ridotto. Se tutto ciò ha fatto sì che il clima di festa che ogni anno si respirava nei locali della sede storica sia venuto un po’ meno, non è mancata, invece, la determinazione nell’affermare l’impegno, sostenuto da tutti i presenti, fisicamente o nello spirito, a far sì che la storia pluricentenaria di questo sodalizio non venga messa in discussione dalle pur reali difficoltà legate alla pandemia.

Don Pietro Pratolongo celebra la S. Messa in onore della Madonna di San Luca
Don Pietro Pratolongo celebra la S. Messa in onore della Madonna di San Luca

Nel corso della S. Messa celebrata dal 2° sottopriore e correttore spirituale, don Pietro Pratolongo, si è svolta anche la cerimonia di vestizione di due nuovi confratelli, segno che lo spirito di appartenenza è lungi dal venir meno. Sull’impegno di servizio a chi è nel dolore e nella malattia il celebrante ha espresso parole significative nel corso dell’omelia, chiedendo per la confraternita la protezione di Maria, rappresentata nel quadro venerato nell’oratorio come “colei che indica la via” verso il Figlio Gesù. Al termine della celebrazione religiosa, il priore, Paolo Angella ha ripreso in forma concisa gli argomenti contenuti nella relazione ufficiale. Dopo aver ringraziato le consorelle e i confratelli presenti, la sindaca, Lucia Baracchini, (impossibilitata a partecipare ma “presente” con un messaggio nel quale ha espresso la sua vicinanza alla Confraternita)e il coordinatore delle Misericordie della nostra provincia, Angella ha subito chiarito il suo pensiero sull’anno trascorso, usando la parola “difficile”. “La pandemia, ha spiegato, ha dimostrato con tutta la sua drammaticità quanto già accennato lo scorso anno: cioè la carenza di volontari, per la maggior parte collocati in quella fascia di età a cui viene consigliato di stare a casa, perché fisiologicamente più deboli”.

Le vesti della Misericordia
Le vesti della Misericordia

Diventa, quindi, non più rinviabile per la Misericordia un “ricambio generazionale, se vorrà portare avanti la propria storia al servizio dei più bisognosi”. Ma non si può evitare di fare i conti con una realtà mutata radicalmente, anche solo rispetto a pochi anni fa. Il priore, a nome di tutto il Consiglio, se ne rende conto, per questo, insiste che “per noi è arrivato il momento di pensare seriamente a come affrontare la carenza di volontari, come attrarre persone in grado di darci una mano, perché altrimenti non saremo in grado di far fronte alle richieste di aiuto” in costante aumento ed evoluzione. I cambiamenti che stanno modificando così profondamente il mondo del volontariato, se da una parte aprono “grandi e nuovi orizzonti alle associazioni”, dall’altra possono mettere in difficoltà “realtà piccole come la nostra”, frenate dalla carenza di volontari. Accanto ai problemi, però, ci sono anche le tante attività portate avanti nonostante il rallentamento dettato dalla pandemia. Durante la fase acuta la Misericordia ha partecipato al Centro Operativo Comunale per l’assistenza alle persone più fragili e, in qualche occasione, ha provveduto a portare il cambio di indumenti e i medicinali a pazienti ricoverati al Noa e in isolamento. Con il rallentamento del blocco, spiega Angella, “abbiamo ripreso, con estrema fatica, i tradizionali servizi sociali, riattivato i progetti formativi della Regione Toscana, ripristinato il servizio di accompagnamento dei defunti al cimitero con la nuova veste donata dalla Fondazione Cio nel Cuore, assieme agli Amici della Banda di Cicci e al ricavato dalla vendita del libro “Tra via Roma e la via Pal” di Pierangelo Coltelli”. Sono continuate le collaborazioni con Lyons Club per la consegna di pasti preconfezionati e con varie associazioni cittadine per il trasporto di generi alimentari; riaperto il servizio del centro di ascolto “Sos debiti”. A breve, poi, per interessamento del confratello Angelo Ferdani, “verrà aperta presso i nostri locali la sede della Sezione Provinciale Aido di Massa Carrarra”. a.r.

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