Il “sì” di Alessio Bertocchi, che sarà sacerdote

A Montignoso il seminarista è stato ammesso tra i candidati al diaconato e al presbiterato

Il Vescovo Giovanni con Alessio Bertocchi
Il Vescovo Giovanni con Alessio Bertocchi

Domenica 28 giugno, sera: la chiesa di S. Maria della Rosa a Montignoso non era sufficiente per accogliere tutte le persone che hanno voluto mostrare ad Alessio Bertocchi la loro vicinanza e il loro affetto. Durante la celebrazione, presieduta dal Vescovo Giovanni, il seminarista originario di Montignoso, veniva “ammesso tra i candidati al diaconato e al presbiterato”: un primo passo verso il sacerdozio, che giunge dopo un periodo di discernimento durante il quale il giovane ha maturato la sua scelta di dire “sì” al Signore che lo chiama al servizio nel suo nome.  
La notevole presenza di fedeli ha colpito mons. Santucci: “Sono grato per la grande partecipazione – ha affermato – perché mostra la volontà di vivere con una grande vicinanza di preghiera e di fede questo momento così particolare, non solo per Alessio ma anche per tutta la Chiesa”.  
27ammissione_Alessio1Mons. Santucci ha fatto un parallelismo tra la condizione di Pietro, l’Apostolo che per primo è stato chiamato a guidare la Chiesa di Dio, e Alessio che sta rispondendo oggi alla sua vocazione. Rivolgendosi al seminarista lo ha così esortato: “sentiti rivolgere le parole di Gesù a Pietro: Alessio, mi ami tu? Credo che anche tu, come Pietro, hai paura di rispondere ma la missione che Gesù ti affida, ora come allora, non cambia: pasci le mie pecorelle”. Molti erano i sacerdoti presenti e proprio ai presbiteri si è riferito il Vescovo quando ha affermato che per tutti loro rispondere alla chiamata del Signore e fare della domanda “Signore, cosa vuoi da me?” la propria preghiera quotidiana ha significato “non fare quello che voglio io, ma quello che Dio vuole da me; perché la fede è vita, è la scelta della vita”.
Avere il coraggio di compiere questo passo e affidarsi a Dio fa paura ma, ha chiarito mons. Santucci, “io l’ho fatto anni fa e ora dico grazie al Signore. Se tornassi indietro sceglierei di nuovo di fare il prete, perché è la vita più bella che possa capitare di vivere”. Decidere di assumere gli impegni richiesti agli ordinati (obbedienza, povertà, castità) è certamente una scelta difficile ma, ha precisato “Tutte le scelte della vita sono impegnative. Si tratta di non aver paura e confidare dell’amore di Dio che Padre, di Gesù che è con noi, dello Spirito che ci abita”.  

Condividi