I monti tornano ad unire le popolazioni che li abitano

Il convegno a Pontremoli sulle “Comunità del cibo di crinale”

Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori

Quanti progetti, quanti percorsi, quante idee che riguardano la via Francigena, quella del Volto Santo e poi il Parco Nazionale dell’Appennino, la cultura del castagno ed ora la “Comunità del cibo di crinale”! Questo è il titolo dell’incontro che si è svolto a Pontremoli nella mattinata di lunedì 16 dicembre nelle Stanze del Teatro della Rosa. Il riferimento è la legge 1 dicembre 2015 n. 194: “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”. Nei diciotto articoli che la compongono vengono esplicitati l’oggetto e le finalità, le definizioni di ‘risorse genetiche’, ‘risorse locali’, ‘agricoltori custodi’, ‘allevatori custodi’; si costituiscono ‘l’anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare’ e la rete e il portale nazionale della biodiversità. All’art. 13 si parla di ‘Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare’ che, qui da noi, si intende declinare come ‘Comunità del cibo di crinale’ di concerto appunto con la confinante Regione Emilia Romagna. All’art.15, infine, si fa riferimento alle ‘iniziative presso le scuole di ogni ordine e grado’ al fine di ‘promuovere progetti volti a realizzare azioni e iniziative volte alla conoscenza dei prodotti agroalimentari e delle risorse locali’. Dopo l’apertura dei lavori da parte della dirigente della Regione Toscana, dott.ssa Fausta Fabbri, che ha assunto il compito di moderatrice, è intervenuta la prof.ssa Lucia Baracchini, sindaco di Pontremoli, che ha sottolineato la necessità di introdurre nuove modalità di vivere l’Appennino richiamando anche gli otto obiettivi dell’Agenda 20/30. A seguire, numerosi saluti istituzionali: dal sindaco di Mulazzo Claudio Novoa, in rappresentanza del presidente della Provincia, a Giuseppe Del Sante, sindaco di Corniglio, al presidente del Parco Nazionale dell’Appennino, Fausto Giovanelli. E poi ancora: Marco Rossi dell’Ente Gestione parchi regionali Emilia Occidentale, Nino Folegnani del GAL Lunigiana, Cristiana Piazza del GAL del Ducato Parma-Piacenza. Sono state, quindi, presentate le relazioni, a cominciare da quella del funzionario del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali, Vincenzo Montalbano che, in un contributo video, ha esplicitato gli elementi fondamentali della legge sopra ricordata.

L’assessore all’Agricoltura e politiche per la Montagna della Regione Toscana, Marco Remaschi
L’assessore all’Agricoltura e politiche per la Montagna della Regione Toscana, Marco Remaschi

Le successive hanno riguardato ‘La Comunità del Cibo della Garfagnana’ (la seconda Comunità in Italia, dopo quella nata a Potenza nel 2016), illustrata da Franca Bernardi, che ha sottolineato come questa loro comunità sia sorta su basi ben precise e comuni ai soggetti che la compongono e cioè un cibo che deve essere sano, buono, equo e sostenibile. Il professore Marco Vieri della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze ha sottolineato nel suo intervento come non ci possa essere innovazione se non è del territorio; l’ultimo intervento è stato dell’antropologa culturale Annalisa D’Orsi. Nell’ambito del dibattito sono intervenuti Antonio Farina, un vignaiolo del Podere lunigianese Federspina, che ha sollecitato i presenti a credere nella Lunigiana e nelle possibilità che questa terra offre, il sindaco di Bagnone Carletto Marconi, in rappresentanza dell’Unione di Comuni, e Pierangelo Capponi, dell’Associazione Sigeric-Servizi per il territorio. Le conclusioni sono stati affidate a Nicola Dall’Olio, capo segreteria dell’assessore Agricoltura Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna, e all’assessore all’Agricoltura e politiche per la Montagna della Regione Toscana, Marco Remaschi. Quest’ultimo, ringraziando Fausta Fabbri e il sindaco Baracchini per l’iniziativa, ha illustrato gli impegni della Regione Toscana e del suo assessorato e le azioni svolte con passione, energia e coraggio; ha poi sollecitato l’ampliamento del progetto alla Regione Liguria e, soprattutto, ha affermato che bisogna passare dalle parole ai fatti. Una mattinata impegnativa, che ha messo alla prova anche gli studenti presenti della classe 3 A dell’Alberghiero di Bagnone, ma che dovrebbe aprire – è quello che si spera – nuove e interessanti prospettive per la nostra Lunigiana.

Fabrizio Rosi

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