Da Israele: “A Pontremoli un ospedale fantastico”

Su un quotidiano di Tel Aviv il racconto dell’esperienza della giornalista israeliana Daniella London Dekel, in vacanza ad Orturano di Bagnone, che ha avuto bisogno di assistenza nella struttura sanitaria del Sant’Antonio Abate

La giornalista israeliana Daniella London Dekel
La giornalista israeliana Daniella London Dekel

L’ospedale di Pontremoli? Fantastico! Il commento arriva niente meno che da Israele e lo ha messo nero su bianco Daniella London Dekel, una delle più note giornaliste e vignettiste israeliane, che qualche settimana fa era in vacanza in Lunigiana quando è stata costretta a rivolgersi al Pronto Soccorso del nostro ospedale per forti dolori addominali. E adesso la cronaca di quelle ore è riportata sul quotidiano di Tel Aviv “Yedioth Aharonot” con tanto di vignette descrittive realizzate da lei stessa, matita da tempo apprezzata. A raccontarci i fatti è Manuela Dviri, la “responsabile” della presenza in Lunigiana di tanti turisti che arrivano da quell’angolo di Mediterraneo orientale; la scrittrice e giornalista italo israeliana da tempo possiede una casa nel borgo di Virgoletta dove trascorre frequenti periodi di relax e dove spesso ospita amici e conoscenti. Molti, negli anni, hanno a loro volta acquistato case nei dintorni e proprio in una di queste, ad Orturano di Bagnone, era ospite Daniella con alcune amiche quando improvvisi dolori l’avevano allarmata.

Le vignette di Daniella London Dekel in cui ha raccontato, anche graficamente, l'esperienza vissuta all'ospedale pontremolese
Le vignette di Daniella London Dekel in cui ha raccontato, anche graficamente, l’esperienza vissuta all’ospedale pontremolese

Contattata telefonicamente, Manuela (che si trovava in Israele) le aveva subito consigliato di rivolgersi con fiducia al pronto soccorso, rassicurandola sull’efficienza della struttura: “più volte avevo avuto modo di verificare la bontà dell’Ospedale di Pontremoli, sia per me che per amici” ci spiega. Daniella tuttavia era titubante, anche per il timore di dover trascorrere molto tempo al pronto soccorso, ma essendosi fatta la situazione ormai insopportabile non aveva avuto scelta. E la prima impressione non era stata delle migliori; a quanto riferisce, infatti, l’ospedale di Pontremoli le era sembrato “un po’ antico”: del resto non poteva che essere così essendo lei abituata a quello ultramoderno di Tel Aviv. “Ci sarà un po’ da aspettare” l’avevano avvertita gli infermieri dopo aver raccolto dati e informazioni; quella sala d’attesa con quattro persone non le era sembrata un luogo così affollato da far trascorrere ore, ma un paio erano comunque passate prima di essere chiamata.

Le vignette di Daniella London Dekel in cui ha raccontato, anche graficamente, l'esperienza vissuta all'ospedale pontremolese
Le vignette di Daniella London Dekel in cui ha raccontato, anche graficamente, l’esperienza vissuta all’ospedale pontremolese

A quel punto è iniziata la parte “migliore” dell’esperienza: i medici l’hanno visitata accuratamente due volte, hanno effettuato le analisi del sangue, l’hanno sottoposta prima ad una ecografia e poi ad una Tac. Poco dopo Daniella usciva dall’ospedale rinfrancata e con una prescrizione per iniezioni di antibiotici. “Un ospedale fantastico – è stato il commento condiviso con tutti i presenti, i conoscenti e reso noto universalmente – a Tel Aviv avrei impiegato due giorni per fare le stesse cose. In più devo aggiungere di aver avuto a che fare con medici e infermieri davvero bravi e gentili”. Con l’aiuto delle amiche che erano con lei in vacanza e che si sono prodigate (anche per effettuare le iniezioni, come da vignetta originale che accompagna l’articolo sul quotidiano “Yedioth Aharonot”) la cura prescritta ha ottenuto subito i risultati sperati e Daniella ha potuto concludere nel migliore dei modi il soggiorno senza consultare nessun altro medico, nemmeno una volta tornata in Israele. Una ulteriore dimostrazione di quanto sia importante investire nel personale sanitario che, in momenti spesso difficili, sappia relazionarsi con i pazienti e abbia le capacità professionali e gli strumenti per offrire risposte efficaci in tempi brevi. Senza dimenticare che ospedali come quello di Pontremoli sono una ricchezza per tutto il territorio, un punto di riferimento e una garanzia di servizi che giocano un ruolo spesso determinante anche nella scelta della meta da parte dei turisti. Se poi si investisse anche qualche soldo per rendere il nostro ospedale un po’ meno “antico” non guasterebbe. (Paolo Bissoli)

Condividi