Contestati i primi effetti della fusione Pacinotti-Belmesseri

La rabbia di studenti, genitori e docenti a seguito della programmazione delle classi. In particolare a Pontremoli, con 48 preiscritti, verranno realizzate solo due classi, in una di queste dovranno convivere odontotecnici e geometri con disagi per entrambi i corsi.

L’ingresso della sede pontremolese dell’istituto “Pacinotti”
L’ingresso della sede pontremolese
dell’istituto “Pacinotti”

Alla fine, i nodi vengono al pettine. L’accorpamento (anzi meglio, fusione come scritto nell’accordo siglata da Provincia e dai comuni di Bagnone e Pontremoli) dell’Istituto tecnico Belmesseri e dell’Istituto professionale Pacinotti, imposto lo scorso dicembre senza troppi complimenti dalla Regione Toscana dopo un lungo tira e molla che ha coinvolto docenti, studenti, Provincia di Massa e amministratori locali, sta cominciando a mostrare i suoi primi effetti concreti. La fusione delle due scuole in un unico polo tecnico-professionale della Lunigiana partirà con il prossimo anno scolastico. Ma già adesso l’Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditorato) sta programmando classi e organico sulla base delle preiscrizioni terminate a fine gennaio. A dispetto dei comunicati trionfalistici per la conclusione di un accordo che sostanzialmente offriva pochi motivi di reale soddisfazione (il non scontato mantenimento dei livelli occupazionali del personale non docente, di ruolo e non, e il mantenimento di una segreteria a Pontremoli nonostante il “quartier generale” del nuovo istituto sia stato individuato a Bagnone), la composizione degli organici per il 2019-2020 ha riservato la prima amara sorpresa: nella sede di Pontremoli, per i 48 preiscritti, verranno create due sole classi prime. Una raccoglierà gli iscritti ai diversi corsi dell’indirizzo tecnico-economico (Amministrazione finanza e marketing e Turistico), l’altra metterà assieme odontotecnici e geometri.

La facciata della sede del “Belmesseri” a Pontremoli
La facciata della sede del “Belmesseri” a Pontremoli

Le maggiori criticità riguardano proprio quest’ultima: poche le materie comuni ai due corsi (uno professionale, l’altro tecnico), a cui si affiancheranno “sdoppiamenti” per le materie dei singoli indirizzi. Una scelta che ha scontentato tutti. Famiglie e studenti in primo luogo che, dopo avere scelto tra un percorso tecnico ed uno professionale, si trovano nella stessa classe nonostante obiettivi di apprendimento, competenze da sviluppare e criteri di valutazioni naturalmente differenti. Ma anche i docenti hanno criticato la decisione. Il canale scelto per esprimere le proprie perplessità non è stato, come ci si potrebbe aspettare, un comunicato sindacale o un appello rivolto ai dirigenti scolastici o alle amministrazioni locali, ma un “chiediamo attenzione!!!!!” postato sul profilo Facebook “Paolo Belmesseri”. I docenti di Belmesseri e Pacinotti chiedono di considerare nei numeri dei preiscritti, come per le altre scuole, i possibili ripetenti e i fisiologici trasferimenti di studenti che avvengono nel periodo estivo. Inoltre, segnalano i docenti, “il corso Odontotecnico e il corso CAT (ex-geometri) sono unici, il primo in provincia e il secondo in Lunigiana, e rappresentano una risorsa anche per i territori delle province e regioni limitrofe da cui proviene una discreta utenza, garantita anche dalla vicinanza alla stazione ferroviaria”. Un accorpamento dei due indirizzi, secondo i docenti, sarebbero un ulteriore prezzo da pagare per il mondo scolastico lunigianese oltre all’annosa “situazione di criticità dei trasporti”. I professori del futuro nuovo istituto evidenziano poi che “il corso CAT è riuscito a riformare una classe con un numero discreto dopo anni di sofferenza e in una situazione di criticità a livello di numeri in uscita dalle scuole medie”. La preoccupazione evidente non è soltanto per la qualità della didattica offerta, ma anche per la contrazione occupazionale che in prospettiva conseguirebbe alla mancata istituzione di una terza classe prima. L’Ufficio Scolastico Provinciale rivedrà la sua decisione? Dipenderà da molti fattori, non ultimo l’energia che le forze politiche e sociali e gli amministratori locali vorranno spendere contro questa decisione. In ballo non ci sono solo i banchi uniti in modo stravagante tra geometri e odontotecnici, ma la tenuta di un sistema scolastico, quello lunigianese, in crisi demografica e che rischia di avviarsi su un piano inclinato anche per quanto riguarda l’offerta formativa. (Davide Tondani)

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