I Nomadi, 54 anni e… non sentirli!

Tanta gente nell’area ex Terni a Pontremoli per il concerto dello storico gruppo di Beppe Carletti

Nomadi_Pontremoli2017a“E come sempre… sempre Nomadi”. Un boato ha salutato queste parole che hanno chiuso una serata di festa e di musica. È inutile, i Nomadi sono sempre i Nomadi, 54 anni di attività e l’ennesimo cambio di cantante (Yuri Cilloni al posto di Cristiano Turato), non hanno scalfito di un centimetro l’affetto che i tanti fans hanno per la band emiliana nata nel 1963 dalla passione e dalla voglia di trasmettere musica ed emozione dell’indimenticabile Augusto Daolio e dell’intramontabile, ancora con le sue tastiere alla guida della band, Beppe Carletti.
I Nomadi sono un’istituzione, una certezza, una specie di religione, o come dicono loro sono “un’idea, un modo di vivere”, e ciò è probabilmente la cosa più bella: un gruppo, una band, diventa un’idea. Del resto quando si porta avanti una storia per oltre mezzo secolo, con alcune canzoni ormai entrate nella storia, come, “Io vagabondo”, “Un giorno insieme” e “Ho difeso il mio amore”, fanno sì che i Nomadi siano sempre attuali. E lo si è visto dall’entusiasmo sincero e profondo che il popolo nomade ha tributato alla band durante il concerto di venerdì sera che si è tenuto nell’area ex Terni a Pontremoli, un autentico rito collettivo che ha mescolato musica, cultura e solidarietà.
Nomadi_Pontremoli2017Un popolo variegato e multiforme che spaziava da giovanissimi al loro primo concerto a fans il cui numero di partecipazioni era ormai un mistero pure per loro stessi. Ma una cosa li accumunava… la passione per questo gruppo che ha saputo rinnovare nel corso degli anni, come pochi altri, il proprio pubblico, pur mantenendo il suo tradizionale zoccolo duro.
Diverse generazioni di fan erano radunate venerdì sera, fan della prima guardia o giovanissimi, adolescenti o poco più, che probabilmente non hanno mai avuto l’occasione di vedere dal vivo Daolio, storico leader della band scomparso nel 1992, ma che, ciò nonostante, erano presenti nelle prime file a cantare a squarciagola tutte le canzoni.
Merito di un gruppo che, nonostante i tanti cambiamenti, non ha mai smesso di incantare con la sua poesia e la sua energia. E del resto sono bastate le prime note di “Toccami il cuore” per far saltare per aria tutti i partecipanti al concerto. Il primo tassello di quasi tre ore di performance che sono volate veloci con una scaletta che ha ripercorso 54 anni di storia: da “Canzone per un’amica” a “Dio è morto” da “Gli aironi Neri” ad “Io voglio vivere”, per concludersi, come sempre, con il caldo abbraccio di “Io Vagabondo”. Il tutto mescolato a successi più recenti che però i fans hanno cantato senza esitazione dimostrando una “padronanza” assoluta dell’intero repertorio del gruppo.
Cinquantaquattro anni di storie che, stando alle premesse, hanno ancora tanti chilometri da macinare.

(r.s.)