Il CPR nell’ex Polverificio di Pallerone infiamma la politica aullese e provinciale

La questione del Centro di permanenza e rimpatrio anima la vita aullese. Un’assemblea pubblica, il consiglio provinciale e un consiglio comunale straordinario sono stati i momenti salienti di un dibattito pubblico in cui Valettini, attaccato dalle opposizioni, annuncia la possibilità di un incontro con il ministro Piantedosi e conferma il suo no al progetto.

I cittadini all'esterno del palazzo comunale di Aulla
I cittadini all’esterno del palazzo comunale di Aulla

C’era da aspettarselo: c’è una intensa animazione nella politica locale attorno alla possibile istituzione di un CPR a Pallerone. A stretto giro un’assemblea pubblica a Pallerone, una seduta del consiglio provinciale e un consiglio comunale straordinario ad Aulla sono stati i momenti salienti di un dibattito pubblico che, a tre anni dai primi sopralluoghi nell’area dell’ex Polverificio, si è incendiato con l’annuncio da parte del Ministro degli Interni di aver individuato in quell’area il sito idoneo per la collocazione del Centro.

La fretta del governo di annunciare l’istituzione di un CPR per regione, nonostante le problematiche umanitarie e giuridiche che gravitano attorno alla detenzione di persone che non hanno compiuto alcun reato e l’inefficacia di questi centri, anche in relazione alle risorse economiche spese, ha fatto deflagrare le certezze della politica locale. A partire dalla destra: i vertici regionali di Fratelli d’Italia e Lega hanno esultato all’annuncio di Piantedosi, ma all’infuocato consiglio straordinario di Aulla di lunedì scorso i consiglieri comunali di maggioranza a loro afferenti si sono dichiarati contrari alla sua istituzione a Pallerone; così come i consiglieri regionali di Forza Italia, Ferri e Stella, contrari alla localizzazione di Pallerone e in Lunigiana in generale “già gravata da diversi Centri di accoglienza straordinaria, i cosiddetti Cas (ora denominati Sai, ndr), che, in alcuni comuni in particolare, creano forti criticità”, ma convinti della necessità di realizzare da qualche altra parte in Toscana un centro per il rimpatrio.

Posizioni articolate anche quelle del centrosinistra: l’assessora regionale alle politiche migratorie Alessandra Nardini si è schierata contro i CPR in modo radicale (“I CPR negano diritti e dignità – dice – e non dovrebbero esistere né in Toscana né altrove”), così come Sinistra italiana provinciale, mentre altre posizioni contrarie di singoli amministratori o partiti locali, più che basarsi sul no ai Centri di rimpatrio per motivi di cultura giuridica e umanitaria, hanno fatto ricorso ad un novero ampio e originale di motivazioni – la vicinanza di una ferrovia e la tutela dell’immagine turistica della Lunigiana quelle più singolari.

Ma non è che le cose siano più chiare ad Aulla, dove la lista di maggioranza Aulla nel cuore ha organizzato una raccolta firme in piazza ad Aulla, sabato 18 aprile, e una online sul portale change.org, in cui si chiedeva il sostegno popolare esprimendo “la propria ferma e motivata contrarietà, sotto il profilo giuridico, sociale e istituzionale, all’istituzione di Centri di Permanenza per il Rimpatrio: nel territorio del Comune di Aulla; nella Provincia di Massa-Carrara; nella Regione Toscana”.

Il pubblico presente al consiglio comunale straordinario ad Aulla
Il pubblico presente al consiglio comunale straordinario ad Aulla
L’area dell’ex polverificio di Pallerone dove dovrebbe sorgere il contesto Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR)
L’area dell’ex polverificio di Pallerone dove dovrebbe sorgere il contesto Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR)

Quasi un migliaio di firme, tra quelle raccolte sul web e quelle in piazza, che si sono scontrate con gli esiti del consiglio provinciale del 23 aprile, dove una mozione presentata dalla minoranza di centrosinistra, che impegnava il Presidente provinciale ad opporsi nettamente alla realizzazione di un CPR nella provincia di Massa-Carrara, è stata bocciata per l’astensione della consigliera aullese Tortoriello e del presidente Valettini che ha invece votato a favore della mozione presentata dalla maggioranza di centro destra e Azione che non contiene né l’esplicita contrarietà alla costruzione di CPR sul territorio provinciale né una ferma azione politica per impedirne la realizzazione, ma soltanto un confronto istituzionale, condiviso e responsabile. Una scelta denunciata dall’opposizione di Idee in Comune come “la via della fuga”, con il sindaco accusato di “condividere la posizione del centrodestra: non è contrario ai CPR sempre e comunque, ma solo ad Aulla per opportunità politica”.

(Davide Tondani)

Al consiglio grande partecipazione di cittadini e gli appelli delle associazioni antirazziste

C’era da aspettarselo, e così è stato: attorno al consiglio comunale straordinario si è assistito ad una vera e propria mobilitazione popolare, con la sala consiliare incapace di contenere tutti i cittadini intervenuti, tra i quali alcuni amministratori locali dei comuni lunigianesi, e una piazza antistante il Municipio gremita di cartelli, bandiere e colori dei gruppi organizzati contro il CPR.

Un ritorno alla politica vecchia maniera, si direbbe, anche se soltanto per una “fiammata” di interesse su un tema specifico, quello del CPR, che ha visto in prima linea, tra gli altri, Arci Agogo Aulla, Spi CGIL Lunigiana e associazione A Piccoli Passi, che prima dell’avvio del Consiglio comunale straordinario, ha letto un appello dal titolo “Aulla è Antirazzista. NO CPR qui e altrove” che ha rilanciato “l’impegno per una politica migratoria e di accoglienza rispettosa dei diritti umani”, contro il sistema dei CPR “che produce violenza marginalizzazione, violenza e, sempre più spesso, morte”; le associazioni hanno parlato di “buchi neri del diritto” e di strutture “fonte di grande profitto per i privati che le gestiscono: veri e propri lager del nostro tempo”, dando appuntamento al prossimo 7 maggio, alle 20.45, per un incontro presso la sede Arci nella ex stazione sul tema dei CPR e della remigrazione.

Sulla vicenda di Pallerone gli echi e le ripercussioni politiche delle ultime elezioni provinciali

Il pubblico presente al consiglio comunale straordinario ad Aulla
Il pubblico presente al consiglio comunale straordinario ad Aulla

Valettini, nel consiglio comunale straordinario di lunedì sera, ha cercato di giustificare il suo voto in consiglio provinciale, confermando il suo no al CPR a Pallerone e parlando di una mozione di minoranza volutamente politica a cui si è contrapposta una mozione tecnica “che ci fornisce gli strumenti giuridici e istituzionali per interloquire seriamente con il Governo e con i Ministeri competenti”.

La tesi del sindaco è che di fronte ad una destra irremovibile sulle sue scelte, la strategia più efficace è quella di contrastarla sul piano del rispetto delle norme, ricorrendo eventualmente al Tar. Di fronte ad una sala consigliare gremita di pubblico, Valettini ha pure annunciato di avere avviato interlocuzioni con parlamentari di maggioranza e opposizione nel corso di un suo recente viaggio istituzionale a Roma e che potrebbe essere prossimo un suo incontro con il ministro Piantedosi.

L’intervento al consiglio straordinario del sindaco di Aulla Roberto Valettini
L’intervento al consiglio straordinario del sindaco di Aulla Roberto Valettini

Nel corso di un consiglio tesissimo, in cui la consigliera di maggioranza Amorfini, palleronese, ha annunciato di schierarsi con la minoranza nella prosecuzione della battaglia, l’opposizione di Idee in Comune, con i consiglieri Lombardi, Magnani e Coppelli ha attaccato il sindaco sulle inerzie nella fase in cui il progetto iniziava a prendere forma, sul rischio di fondare la battaglia contro il centro solo su questioni tecnico-giuridiche, sul tradimento avvenuto in consiglio provinciale delle due mozioni contro il CPR approvate con voto unanime negli anni scorsi dal consiglio comunale, sulle conseguenze politiche dell’elezione del sindaco a Presidente della Provincia con i voti della destra.

Gli echi e le ripercussioni di quell’elezione sembrano in effetti dominare l’intricata scena aullese. A certificarlo è stato anche il sindaco di Fivizzano e candidato sconfitto nella corsa a Palazzo Ducale, Gianluigi Giannetti, che nell’assemblea pubblica del 22 aprile a Pallerone ha preso la parola dicendo “A me è stato chiesto dal Prefetto se avevo un posto idoneo e ho detto di no. Chi è al governo vuole i CPR, ha deciso e oggi governa la nostra provincia, voglio vedere come farà Valettini a dire di no”.