Fare della  propria vita  un ministero a servizio di Dio

In Cattedrale a Massa, sabato 1° novembre, il vescovo mons. Mario Vaccari ha conferito l’Accolitato a Filippo Lijith Vattakkattil

Sabato 1° novembre, solennità di tutti i santi, nella Basilica Cattedrale di Massa, il vescovo monsignor Mario Vaccari ha conferito il ministero dell’Accolitato a Filippo Lijith Vattakkattil, giovane seminarista che svolge il suo servizio nell’Unità Pastorale di Aulla.
Con la vicinanza dei suoi confratelli, dei suoi parrocchiani, e della comunità diocesana tutta, Filippo ha ricevuto dalle mani del vescovo la patena e il calice, quali simbolo del servizio che presterà all’altare e del duplice incarico di distribuire la santa Comunione come ministro straordinario dell’Eucaristia e di guidare le adorazioni eucaristiche.
Di fronte alla numerosa assemblea di fedeli, fatta di uomini e donne, ciascuno con la propria storia di vocazione, il vescovo Mario ha ricordato come “il nostro posto nella Chiesa sia l’obbedienza ad una chiamata, che il Signore ispira nel nostro cuore attraverso lo Spirito Santo ricevuto nel Battesimo, confermato nella Cresima e ravvivato con la partecipazione all’Eucaristia e al sacramento della Riconciliazione”.
La celebrazione, cui hanno partecipato diversi sacerdoti, ha rappresentato come un abbraccio per il candidato Filippo. Proprio alla comunità, monsignor Vaccari, ha chiesto di accompagnare Filippo, di sostenerlo, perché nel suo servizio “possa consolare con quelle consolazioni con cui è stato consolato dai fratelli e dallo spirito di Cristo”, e perché il Vangelo delle Beatitudini (Mt 5,1-12a), che la liturgia ci ha consegnato nella solennità di tutti santi, possa realizzarsi nelle persone a cui Filippo sarà mandato.
Secondo l’insegnamento e la tradizione della Chiesa, “l’accolito è istituito per il servizio al corpo di Cristo nella celebrazione eucaristica, memoriale della Cena del Signore, e al corpo di Cristo, che è il popolo di Dio, soprattutto i poveri e gli infermi” come recita il rito di istituzione degli accoliti.
Compito dell’Accolito è servire all’altare, segno della presenza viva di Cristo in mezzo all’assemblea, là dove il pane e il vino diventano i doni eucaristici per la potenza dello Spirito Santo e dove i fedeli nutrendosi dell’unico pane e bevendo all’unico calice, diventano in Cristo un solo Corpo.

Massa, la Cattedrale

In realtà ogni battezzato, tenendo le Beatitudini come bussola del proprio cammino può vivere la dimensione missionaria dell’essere cristiani e fare della propria vita un continuo ministero a servizio di Dio, della Chiesa e dei fratelli. Come ricordato dal vescovo Mario, la beatitudine non è solo una promessa di felicità, ma un vero e proprio invito a mettersi in cammino, una spinta al movimento che risiede nella radice stessa del termine ebraico beato: “ashrè”.
E se è vero che nella vita dei santi il mistero di Cristo, della sua passione, morte e risurrezione si è manifestato in modo evidente e forte, anche in noi può vivere questa promessa di configurazione a Lui: accogliendo ciascuno nella propria specificità il dono di santità, aprendo il cuore alla ricchezza della grazia di Dio e lasciando che questa trasformi la nostra vita.
In questa risposta alla chiamata di amore e servizio saremo “come un mosaico di volti diversi uno dall’altro, che insieme formano il corpo e il volto di Cristo, ciascuno secondo la sua misura di santità”, in un’unione di cui la Solennità di tutti Santi e la Commemorazione dei fedeli defunti ci parlano: la Gerusalemme celeste, celebrata sì in ogni Eucaristia, ma ancor più evidente in questi giorni, unione della Chiesa peregrinante e della Chiesa trionfante. Jessica Torre