Da Nicea per una nuova scuola dell’ascolto
La festa annuale del tesseramento della sezione locale Uciim

Venerdì 23 maggio, presso il Seminario di Pontremoli si è tenuta la consueta festa annuale del tesseramento della sezione locale dell’Uciim (Unione Cattolica degli Insegnanti, Dirigenti, Formatori ed Educatori). L’associazione, nata più di ottant’anni fa durante la guerra, ha lo scopo di fornire un supporto formativo ai docenti anche come laboratorio per la scuola del futuro.

La sezione pontremolese – la più numerosa della regione Toscana – si è tornata a riunire non solo per rinnovare il tesseramento, ma anche per fare il punto sulla vita dell’Uciim e sulle iniziative formative da mettere in cantiere per il futuro.

Don Pietro Pratolongo

Dopo l’introduzione della presidente di sezione, prof.ssa Raffaella Marioni, il consulente ecclesiastico della regione Toscana, don Pietro Pratolongo, ha tenuto una relazione sul Concilio di Nicea e, in particolare, sullo stile dell’assise ecumenica, celebrata diciassette secoli or sono. Il dialogo – ha sottolineato don Pietro – è sempre difficile perché presuppone un ascolto interessato dell’altro, ma è fondamentale per pensare e progettare il futuro. Di fronte ai problemi dell’epoca circa l’eresia ariana, il concilio niceno ha visto i vescovi riunirsi per stabilire la verità della dottrina, grazie a discussioni costruttive. Dal concilio di Nicea la scuola del futuro dovrebbe imparare il metodo: un dialogo per un progetto che abbia al centro l’uomo, spesso ridotto a macchina produttiva da una società sempre più legata al profitto.

Dopo la discussione di don Pietro, volutamente provocatoria e stimolante, i soci hanno potuto condividere con i colleghi le problematiche attuali della scuola (eccessivi personalismi, fragilità adolescenziali, mancanza di risorse per interventi educativi significativi), ma anche le aspettative per un nuovo umanesimo scolastico. L’Uciim, infatti, che, nel passato, ha avuto tra i suoi presidenti nazionali anche un sottosegretario di stato all’Istruzione, il prof. Luciano Corradini, importante ed apprezzato pedagogista, ha sempre desiderato che la scuola sia di tutti e di ciascuno. Dopo la Santa Messa in San Colombano, la giornata si è conclusa con un momento conviviale.